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L’esperienza con la cianotipia vista dai bambini

11 Gennaio 2021

Esperimenti di fotografia

Classi IIA e IIB
Scuola elementare
“Giardinieri”
Anno scolastico 1996/97

INTRODUZIONE
Noi della IIA e IIB della Scuola Elementare “Giardinieri” insieme alle maestre abbiamo fatto un lavoro sulla Fotografia *. Il papà di Filippo (un alunno della IIA) è un esperto di Fotografia ed ha voluto insegnarci come fare fotografie senza macchina fotografica. Ci ha fatto fare degli esperimenti sulla luce e sulla fotografia. Abbiamo imparato il significato di fotografia: “Foto” vuol dire luce e “Grafia” vuol dire scrittura. Il materiale l’abbiamo raccolto in un album e il papà di Giulia Claudine (un’alunna della IIB) ha riprodotto il materiale attraverso il computer. Questo lavoro ci è stato utile e ci siamo divertiti molto. Gli alunni della II a e II B.

  • Questo lavoro di fotografia è stato inserito all’interno della Programmazione dell’Educazione all’immagine e, per alcuni aspetti, in quella delle Osserazioni scientifiche.

Resoconto: il giorno 12 maggio 1997, noi bambini delle due seconde della scuola elementare “Giardinieri”, siamo andati giù all’edificio scolastico perché il papà di Filippo, un bambino della seconda A, doveva spiegarci delle cose sulle ombre. Siamo andati lì perché nella nostra classe non c’erano le tende nere per oscurare l’aula. Il papà di Filippo ci ha fatto vedere delle diapositive, dapprima abbiamo visto quelle della festa di inizio anno e dopo quelle della gita all’oasi di Macchia Grande. Monica poi, con il permesso del papà di Filippo, ha messo le proprie mani davanti al proiettore acceso e ha fatto le ombre cinesi. Il papà di Filippo ci ha spiegato che gli oggetti possono essere: opachi, trasparenti e semitrasprenti. Ci ha fatto vedere che gli oggetti opachi, come per esempio le forbici, non fanno passare la luce quando li metti davanti al proiettore. Poi ha preso due brocche, una era semitrasparente e l’altra era trasparente. La brocca semitrasparente, se veniva messa davanti al proiettore acceso, faceva passare un po’ di luce, mentre quella trasparente faceva passare tutta la luce. Il papà di Filippo ci ha poi spiegato che i colori scuri attirano la luce, mentre quelli chiari l’attirano molto di meno e, per dimostrare questo ci ha suggerito di fare il seguente esperimento: mettere un po’ d’acqua dentro una busta nera ed un po’ in una busta bianca e lasciarle al sole per qualche ora. Noi l’abbiamo fatto e abbiamo visto che, dopo, l’acqua contenuta nella busta bianca era molto meno calda di quella che era nella busta nera.

se applichiamo del nastr adesivo trasparente con un segno nerosu una mela acerba...

Nella seconda lezione, il 15 maggio 1997, il papà di Filippo ci ha spiegato come si fanno le fotografie. Ha preso un rametto con tre foglie e due liquidi sensibili alla luce. Ha preso poi un foglio, vi ha spalmato sopra i due liquidi dal nome difficile e la carta è diventata gialla, poi vi ha appoggiato su il rametto. Ha messo tutto su una tavoletta di legno con un vetro sopra per far passare la luce. Poi ha messo la tavoletta al sole e ve l’ha lasciata per un quarto d’ora. Siamo usciti fuori anche noi e abbiamo visto che il foglio intorno al rametto assumeva un colore scuro. Il papà di Filippo ha preso poi la tavoletta, ha tolto il foglio e l’ha messo dentro una bacinella piena d’acqua. Dentro la bacinella c’era anche acqua ossigenata. Noi abbiamo visto che con l’acqua il foglio diventava di colore blu, mentre solo la parte dove in precedenza c’era la foglia, da gialla diventava bianca.

A maturazione avvenuta avremo ottenuto una stampa


Spiegazione:
Questo succedeva perché la foglia è un oggetto opaco, quindi durate l’esperimento non aveva fatto passare la luce.
Poi alcuni bambini hanno fatto dei disegni su un foglio di plastica trasparente, il papà di Filippo ha messo quel foglio sopra ad una carta gialla sensibile alla luce, sopra vi ha appoggiato una lastra di vetro e dopo ha messo tutto al sole; siamo usciti anche noi per vedere che cosa succedeva ed abbiamo visto questo: il colore giallo diventava sempre più scuro. Anche questo lavoro è stato messo sotto l’acqua fino a quando i disegni sono diventati bianchi, belli chiari sul fondo blu.

Durante la terza lezione, il giorno 22 maggio 1997, il papà di Filippo ci ha fatto vedere come, dal negativo, si riottiene il positivo: ha appoggiato, su un foglio sempre ricoperto dalla stessa sostanza sensibile alla luce, il contorno delle figure da riprodurre, ha esposto tutto al sole, e dopo un po’, noi abbiamo visto che rimanevano stampate sul foglio solo le parti vuote, cioè le immagini ritagliate.

Insegnanti:
II A – Cococcetta, Testa, Ranucci. II B – Arpino, Pica, Tango.
Alunni:
II A – Filippo, Agata, Ludovica, Daniel, Elisa, Francesco, Giulia, Michelangelo, Pedro, Luca, Jacopo, Marie Angela.
II B – Elena, Cecilia, Manfredi, Lorenzo, Giacomo, Valeria, Giulia, Flavio, Giulia Claudine, Eleonora, Ermete, Alessandro, Dario, Melania, Giovanni, Monica.


Fotografia per bambini

La cianotipia: scheda pratica

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