Stampe al carbone

Il segno; ponte fra l'essere che dà forma
ed i mille occhi che ne succhiano
l'illusione.
Di lui ci dirà il saggio, lo studioso, il poeta.
Segno segnato dalla luce, chè questo, qui
ci interessa.
Traccia, materia tangibile.
Ci incuriosisce sperimentare

Perchè la stampa al carbone

Fra le tecniche antiche il carbone è il procedimento dotato di maggiore stabilità, la scala tonale più lunga e dettagli incredibilmene fini. Per chi conosce la stampa alla gomma bicromata, possiamo dire che ne rappresenta l'evoluzione, e questo è vero anche storicamente. L'immagine è costituita da accumuli di materia pigmentata, in pratica colore sciolto in gelatina animale, che giace "sulla" superficie del supporto e non al suo interno. I depositi sono proporzionali alla densità di colore, dunque le ombre sono più alte dei valori medi e via via divengono più sottili fino a scomparire in corrispondenza del valore "bianco"; questo determina una grande potenza, un impatto visivo robusto e la forma diviene tangibile. La tavolozza è legata al pigmento utilizzato, tanto da poter scegliere il punto di nero o stampare bicromie o quadricromie di selezione. Il supporto per antonomasia è la carta, di forte grammatura, ma conservano tutto il loro fascino anche le stampe su altri materiali come il gesso di Bologna, il plexiglas, l'alluminio. Richiede manualità, attenzione, calma e una buona dose di pazienza... Un valore aggiunto.Ci riserviamo ulteriori approfondimenti sulla tecnica di stampa e di interscambio e discussione nel Forum

Storia della stampa al carbone

Joseph W. Swan brevettò questa tecnica di stampa fotografica nel 1864. Essenzialmente il procedimento prevedeva un supporto su cui era steso un sottile strato di gelatina pigmentata, chiamato papier-tissue; in genere veniva utilizzato carbone macinato, da cui il nome del procedimento. All'occorrenza il colloide veniva reso sensibile agli ultravioletti in un bagno di potassio bicromato, fatto asciugare ed esposto al sole sotto un negativo. Dopo una posa di pochi minuti la carta al carbone si accoppiava sott'acqua con un'altro foglio chiamato trasporto, il supporto finale dell'immagine. Il sandwich risultante veniva posto sotto pressa per circa mezzora, quindi si procedeva alla parte più affascinante del procedimento, lo spoglio. I due fogli, immersi in acqua tiepida si separavano, ma tutta la materia pigmentata a questo punto si era trasferita sul supporto definitivo: con leggeri movimenti dell'acqua, in una decina di minuti, veniva allontanata la gelatina non esposta, rimasta solubile, lasciando un'immagine di grande finezza. Dopo un passaggio in acqua fredda la stampa veniva posta ad asciugare. Nei decenni successivi e per buona parte del secolo scorso questa tecnica venne considerata il top della stampa fotografica, l'aristocrazia fra tutte le tecniche fotografiche per la stabilità e la delicatezza della scala tonale, poi negli anni 50 i fornitori di carta al carbone scomparvero ed a tuttoggi chi voglia praticare questa tecnica è costretto a preparare autonomamente i materiali occorrenti.

Il laboratorio

Le tecniche antiche di stampa prevedono una forte componente artigianale, non tanto per la manualità o la gestione delle cognizioni, quanto per l'approccio al valore "stampa". Nei procedimenti ai colloidi bicromati in modo particolare, la scelta della carta, del pigmento, una densità o una laccatura, in pratica le caratteristiche "fisiche" dell'oggetto, diventano parte integrante dell'opera. Un service di stampa al carbone appare dunque improbabile e certamente inesatto nel termine. Meglio labortatorio artigiano, termine obsoleto che recupera i valori di collaborazione e di unicità del lavoro. Fra le stampe eseguite per altri, mi piace segnalare la serie I Demoni realizzata per Fabiano Busdraghi le stampe per Paola Casali sulla danza ed una serie di tirature per il Comando Aeronautica Militare Roma di aerei d'epoca conservati al museo storico di Vigna di Valle.

Note tecniche

Le carte su cui lavoriamo abitualmente sono la Fabriano Artistico traditional white e la Fabriano Artistico extra white hot pressed 300 gr. e 640 gr.Le dimensioni sono: foglio intero 56x76, mezzo foglio o quarto di foglio strappati a mano. e la Graphia liscia da 300 gr. delle Cartiere Siciliane nel formato 50x70 o frazioni. I pigmenti utilizzati sono generalmente acquerelli; particolare attenzione viene prestata alla caratteristiche di permanenza, ad esempio per i neri usiamo fondamentalmente PBk9 e PBk7a cui aggiungiamo sfumature.Al momento eseguiamo monocromie in trasporto diretto e/o bicromie con doppio trasporto. Le matrici di stampa sono digitali senza condizionamento di formato o analogiche nei formati classici 4x5" 5x7" 10x12" e 11x14". E' possibile stampare tirature, portfolio, mostre e opere di interesse rilevante su altri supporti come gesso di Bologna, vetro, metacrilato, policarbonato e alluminio studiando per l'occorrenza anche pigmentazioni personalizzate.Per ulteriori informazioni e preventivi: laboratorio@stampealcarbone.it
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Il laboratorio è a Roma in Via del Peperino, 49

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