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notturno, ovvero maschera e sfuma
Di damiano bianca - del 09/07/2008 @ 10:47:26, in articoli, linkato 4771 volte.
Dopo i fotogrammi di Werther Zambianchi vorrei proporre ancora immagini blu. Le assonanze però si fermano qui: non si tratta di cianotipi, la cianotipia è una fra le tecniche antiche di stampa, dunque un lavoro estremamente concreto e tangibile; questo è invece il tentativo di realizzare la fotografia (?) di qualcosa che tangibile non è.

Camera work per alcuni richiama alla mente la mitica rivista di Stieglitz e in inglese sta, grosso modo, ad indicare un lavoro realizzato con l'ausilio della fotocamera (luce-camera obscura); in parole povere una foto-grafia.Il passaggio al digitale e la crescente esigenza di post-produzione rendono questo prodotto apparentemente obsoleto, mentre in realtà diviene sofisticato appannaggio di chi stampa a contatto (ab imis).
Mi si perdoni la tirata purista, tanto più che qui si tratta di un'immagine essenzialmente tarocca, partorita in digitale in una afosa notte urbana. Davanti ad un foglio bianco, anzi possiamo dire vuoto

dal momento che il bianco è per il fotografo un valore, cosa potrebbe rinfrescare la mente? Forse una marina.
Inizio con l'individuare quello che sarà probabilmente il mare, con lo strumento selezione rettangolare.

a poi con il selettore colore cerco due sfumature di blu,

una più densa prossima al nero ed una più chiara, poiché probabilmente avrò bisogno di un riflesso, o un alone. Con i due colori, in primo e secondo piano, seleziono lo strumento sfumatura radiale che tiro dall'angolo a destra in alto fino a quello di sinistra in basso, lungo la diagonale che scende.

In pratica dell'ipotetico cerchio generato dallo strumento ne utilizzo solo una parte poiché  agisce solo all'interno della selezione. Ok. abbiamo il mare.

Su un nuovo livello, senza bisogno di selezione ripeto la stessa operazione utilizzando però come colori di primo e secondo piano, rispettivamente un blu più scuro per finire con uno più chiaro.

inverto l'ordine dei livelli portando il cielo in basso: il notturno comincia a prender forma.

Il risultato però appare troppo....freddo; quella linea d'orizzonte, in particolar modo ad un miope, appare irreale: meglio "impastarla" un po'; in un nuovo livello che chiamo orizzonte seleziono una piccola striscia a cavallo fra cielo e mare

e la riempo con un azzurro tenue.

Perché sia facilmente visibile la riporto su fondo bianco

Per regolare l'effetto scarico il livello fino a farlo divenire quasi trasparente, qui il 43% di opacità

aggiungo anche un piccolo intervento del filtro "controllo sfocatura,

si tratta di regolazioni d'effetto eseguite ad occhio.
L'immagine è migliorata, ma alla ricerca di un bagliore più forte duplico il livello in orizzonte2, proteggendo i pixel trasparenti riempio la striscia di bianco e sempre ad occhio scarico fino ad ottenere un effetto credibile. Questa volta è il 29%.

Non manca che la luna (per fotografare la luna vedi anche: http://circolofotografico.org/archives/39), in archivio da qualche parte dovrei averla, e questo è l'unico elemento "fotografico"; la scontorno e la posiziono sopra alla parte chiara del mare.

L'elenco dei livelli comincia ad allungarsi e inevitabilmente il file acquista peso, tra l'altro il file originale è stato costruito a 16 bit, mentre nel redigere questo contributo ho usato per agilità un file piccolo ad 8 bit. I 16 bit sono però indispensabili se si pensa di stampare l'immagine, pena artefatti e/o smagliature nelle sfumature. In linea di massima l'immagine sembra buona, mancano due ciliegine; non credo che esista un'ottica in grado di riprendere un set simile senza produrre flare e dunque per adulare l'occhio del fotografo ci metto un accenno di alone. Tra l'altro, la sensazione di un minimo di umidità, di notte, al mare, non guasta. Mostro l'intervento usando un fondo nero per evidenziarlo. Deve essere molto delicato affinchè sia credibile (è questo il nostro intento?), lo strumento è sempre quello della sfumatura radiale

ma il colore di primo piano è il bianco e l'opzione è a sfumare sul trasparente. Anche in questo caso la regolazione fine dell'intervento avviene scaricando l'opacità del livello (o se si vuole il suo inverso, cioè la trasparenza)

Il livello "alone" é sotto a quello "luna", praticamente la luna è sopra l'effetto, ed i valori di bianco del satellite non ne rimangono influenzati. Un ultimo intervento, il riflesso sul mare, con gli stessi strumenti.

sfumando da celeste a trasparente.
L'immagine finale avrà ancora qualche piccola modifica, in termini di densità e croma:

un livello di regolazione curve che interviene solo su cielo e mare ed il controllo di tonalità/saturazione che interviene, grazie al ritaglio, solo sul livello riflesso che ha opacità 85%.
Sembra credibile, con una leggera sensazione di tarocco vero? (soprattutto dopo averne svelata la struttura).
A guardar bene inoltre, si vede chiaramente che quella è la luna di Roma e non quella del mare. ; - )
Tutto tarocco...almeno fin quando non diverrà stampa, anzi fotografia, il crisma del reale. Ne riparliamo.

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