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"Are you experienced?"
Di damiano bianca - del 28/05/2008 @ 09:02:41, in tecniche antiche, linkato 5380 volte.
Di Werther Zambianchi abbiamo sempre apprezzato l'approccio delicato all'inquadratura, la discrezione narrativa e l'eleganza delle stampe; il critico scriverebbe la coerenza sintattica. Raffinato stampatore di gomme bicromate, conoscitore esperto dei processi callitipici (sua la pubblicazione del metodo Wiz di qualche anno fa), propone con "Blu" un'affascinante escursione nel mondo delle stampe cianotipiche al Palazzo dei Convegni di Jesi, inaugurazione il 31 maggio alle 18.00. Sull'invito, che ci permettiamo di girare: "Fotografie in Cianotipia" e ci pare definizione essenziale del suo operato; potrebbe forse sfuggire all'attenzione del fotografo o dell'appassionato, in questi giorni preso soprattutto da pixel e dpi, il significato originale della parola. Si tratta qui di opere effettivamente scritte dalla luce (con la luce) e dal suo necessario complemento, l'ombra; una sorta di ritorno all'origine del segno che riduce la fotocamera a fardello accessorio. Certo, disporre oggetti sulla superficie sensibilizzata produce analogie con l'operazione abitualmente svolta sul vetro smerigliato, ma in queste fotografie è l'essenza del fotogramma a farla da padrone, l'esigenza di produrre significato attraverso un chiaro-scuro figlio della trasparenza-opacità. Scrive Zambianchi: ... Il soggetto, quale esso sia, una foglia, una piuma o un fiore, non so per quale motivo appena visto penetra letteralmente nella mia mente, e si fonde con i miei pensieri e lì rimane a volte per giorni, per mesi, o per qualche minuto, sino a che all'improvviso, "per caso" direi, esplode in un'idea, in un'immagine già finita. Ne traccio un disegno su carta, un semplice schizzo che fissa questa fugace visione, quindi con calma penso e studio il metodo per farla. Quale carta, quale sensibilizzatore, quale formula? Tutto si organizza e si piega ad ottenere quell'immagine. Da immagine mentale ad immagine su carta. Se nella normale stampa da negativo questo fa da traccia e base perentoria all'immagine finale, con la tecnica del fotogramma non vi è traccia da seguire per il semplice fatto che non esiste un negativo. E' il soggetto stesso che si disegna da sé. O più precisamente lascia un segno, quasi un ombra al rovescio. ... Forse è proprio questo rapporto con l'oggetto-soggetto ad affascinare di più, l'uso del reale non più icona mediata, in qualche modo il richiamo alle antiche ombre ...sulle pareti della caverna.

Palazzo dei Convegni di Jesi
inaugurazione il 31 maggio alle 18.00
feriali 17.00 - 20.00
festivi e prefestivi 17.00 - 23.00
fino al 12 giugno 2008

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