\\ Home Page : Articolo
Talbot...Talbot, chi era costui?
Di webmaster - del 17/01/2008 @ 08:26:36, in ritagli, linkato 3614 volte.
L'irruzione del digitale nel mondo della fotografia ha creato non pochi cambiamenti e forse a qualcuno ha rovinato anche il sonno; intendo dire che, anche in una professione (o mestiere se si preferisce), esistono procedimenti e modi di fare consolidati, eufemismo necessario a mascherare la pericolosa "routine"; ebbene quando si producono cambiamenti notevoli (tecnici e non solo) cognizioni, mezzi, abitudini e certezze devono essere riconsiderate, e nel nostro caso anche aspetti della propria professionalità che fino a quel momento erani stati trascurati. Stracciarsi le vesti non serve. Ho sentito affermare che pellicole, bacinelle, sviluppi e tutti i segreti di un "mestiere" che ha profondamente segnato il XX secolo spariranno. Molto probabilmente accadrà quanto è già accaduto in passato: la sociologia dei mezzi di informazione insegna che il progresso modifica la destinazione d'uso di un mezzo, ma non lo sostituisce, così come la comparsa della televisione ha modificato l'uso della radio e la stessa rete sta modificando l'uso della televisione. Allo stesso modo credo che i procedimenti fotografici analogici non spariranno, semplicemente diverranno sempre più raffinati accentuando i loro valori specifici; forse una stampa in bn avrà senso solo se fine-art, e francamente la cosa non mi turba. L'immagine digitale-virtuale è caratterizzata dall'assenza di fisicità, nel bene e nel male; immagini bellissime a monitor, una volta stampate risultano deludenti. Quante volte l'occhio si entusiasma guardando nel mirino della fotocamera? Non si tratta anche qui di immagine virtuale? Ed anche in questo caso succede di storcere la bocca quando si passa in laboratorio a ritirare le stampe. Ebbene l'essenza dell'invenzione fu proprio in questo: la scrittura dell'immagine che si formava nella camera obscura o che la camera lucida proiettava sulla carta del viaggiatore a Lecco ("...che bello sarebbe riuscire a far in modo che queste immagini si stampassero da se', e durevolmente restassero fissate su carta..."). Un computer non può fare "foto-grafia", ma gestisce immagini in modo stupendo, una fotocamera digitale acquisisce files, non fa "foto-grafia" pur essendo una camera in tutto e per tutto: registra un'immagine lasciandola virtuale, non la scrive. Non possiamo paragonare l'immagine latente al file stockato in un hard-disk o in un CD, così come non possiamo sostenere che aprire quello stesso file con un qualsiasi programma corrisponde al processo fisico-chimico dello sviluppo. Infine, anche se una stampante di ultima generazione può produrre positivi che rivaleggiano con le stampe di laboratorio, in entrambi i casi non si viene assaliti da un'innegabile sensazione di freddezza e serialità? Il problema dunque ancor oggi è nella stampa e il digitale non ha generato nessun nuovo problema, semmai esiste quello antico di come viene usato il progresso. Cerco allora una soluzione all'apparente rivoluzione utilizzando il prodotto digitale quale matrice per accedere al procedimento analogico, alla foto-grafia. Non so se sia formalmente corretto, ma i primi risultati sono confortanti.

Damiano Bianca In CorsI&Co "Negativo digitale per tecniche antiche di stampa"
(Stampe antiche con matrice digitale)


1  o leggi tutto

Articolo Articolo  Storico Storico Stampa Stampa
I commenti sono disabilitati.

 

Menu
frecciaarticoli 3
frecciacomunicati stampa 21
frecciagallery 4
freccialibri 8
frecciaplug-in 1
frecciaritagli 5
frecciatecniche antiche 2
frecciautility 2
frecciaforum
frecciamail

frecciastampealcarbone.it
frecciaVersione precedente

Catalogati per mese:

Gli interventi pił cliccati