Sentirsi, percepirsi, esserci; necessariamente attraverso l'esercizio dell'io. Premessa indispensabile, il resto è "vissuto" ed a ciascuno il suo.
Il lavoro di Christophe mi tiene sospeso tra l'urlo di Munch ed il nome, il poratore di vita, di speranza, di volontà buona. L'archetipo narrato, conditio sine qua non affinchè una fotografia ti pigli nelle trippe, è probabilmente l'uomo europeo, adesso; e l'inaccettabile possibilità della resa.
damiano bianca
Roma, ottobre 2004
Je suis un faiseur d'image. Je travaille sur des espaces poétiques qui sont des tentatives de mises en images de lieux et d’instants passés qui n’existent pas, qui n’ont jamais existé mais qui naissent et deviennent souvenirs à l’instant même de la photographie. Le lieu est alors un prétexte à susciter un souvenir bien réel, un sentiment, une sensation qui est là, présente au fond de moi. La photographie, elle, lui donne une existence et une réalité. Ces espaces poétiques sont une manière de questionner nos rapports intimes au monde et au réel.
Sono un produttore di immagini. Lavoro su spazi poetici che sono tentativi di formulazione visiva di luoghi e istanti inesistenti e mai esistiti, ma che nascono e divengono ricordi attraverso la fotografia. Il luogo è dunque un pretesto per suscitare un ricordo reale, un sentimento, une sensazione presente dentro di me. E' la fotografia a renderli reali. Questi spazi poetici rappresentano un modo di indagare sui nostri rapporti profondi con il mondo ed il reale.
Marseille le 05/10/2004
Christophe Modica. |