| .....Nascita di un ricordo. C'è
un attimo, apparentemente uguale agli altri, in cui un'esperienza,
un'immagine diventano memoria. Così nasce anche la fotografia che
in uno scatto unisce presente e passato. Un carattere comune a tutte
le fotografie, che risulta, però, particolarmente evidente nelle
opere del trentenne fotografo romano Massimiliano Romanelli, dieci
foto in bianco e nero dedicate a Roma. In queste immagini infatti
il presente appare lontano, si confonde con un passato. Un'impressione
cui contribuisce certamente la scelta dei soggetti: antichi palazzi,
vicoli, bancarelle, tetti. Angoli appartati dove le persone sono
assenti. Ma è soprattutto la tecnica utilizzata a rimandare alle
fotografie di inizio secolo: "La gelatina animale - spiega
Romanelli - stesa sulla superficie dà alla carta un colore giallo,
un alone". E' il primo passo, poi l'autore con il pennello stende
una emulsione liquida sulla superficie usata per la stampa. E sulla
carta (ma Romanelli utilizza anche altri materiali, dalla carta
da parati alla tela) l'immagine compare pennellata dopo pennellata,
una fotografia che è insieme anche quadro. Un procedimento molto
complesso, eppure la tecnica non prende mai il sopravvento sull'immagine,
anzi, la luce diafana, i contrasti smorzati evidenziano il legame
tra la realtà ritratta e la memoria che subito si compone in chi
osserva. L'immagine ha confini sfumati, irregolari, tracciati sulla
carta secondo l'impressione dell'autore. Così anche le chiazze bianche
lasciate intenzionalmente al centro di alcune fotografie: in quel
punto c'era qualcosa, ma non è entrato nell'occhio dell'autore.
Non è diventato memoria. "Alla fine ritrovo la realtà come l'avevo
percepita", spiega Romanelli che però non sembra preoccuparsi
troppo dell'interpretazione delle proprie opere. Ma se basta una
tecnica di sviluppo per scambiare la Roma attuale con quella di
un secolo fa, ecco che le fotografie di Massimiliano Romanelli ci
suggeriscono un'altra domanda: la nostra città appare poco cambiata
perché è stata capace di mantenere vive e intatte le tracce del
passato o forse perché stenta a trovare un'identità moderna? |