"Works"
Lucio Valerio Pini

Anche se la fotografia è stata inventata con l'intento di riprendere la realtà (ingannevole e soggettiva) che molti credono ancora che quella sia la sua funzione e destino segnato, di fatto, altri caricano la fotografia di responsabilità più tormentate. Sono gli esigenti, il loro universo di desideri da esprimere in immagini richiede altri modelli d'identificazione. E' una realtà, finalmente dichiarata soggettiva, ma non per questo meno determinante per stimolare risposte ad interrogativi magari sepolti. E il capitolo della storia della fotografia che racchiude i "trasgressori" è lunghissimo e di nobilissima scrittura. Lucio Valerio Pini appartiene proprio alla schiera dei visionari alla ricerca di strumenti e soluzioni che risolvano le volontà espressive. Egli presenta i suoi lavori mediati da un utilizzo diverso della pellicola istantanea, sempre duttile e generosa nel risolvere i problemi dell'immaginario. Soggetto prediletto di Pini è la donna, ma il suo non è un viaggio alla scoperta del corpo e dell'armonia della bellezza. La donna è una sorta di archetipo, presente e prepotente nella sfera complessa dell'intimo dove sogno, realtà, sentimenti, ricordi, fantasia, esperienze, s'intrecciano in un'inestricabile convergenza di sensazioni. Le sensazioni sono quasi impossibili da restituire"agli occhi degli altri" e Pini ha messo a punto tecnica laboriosa ed efficace. Colora a mano, con esasperati cromatismi dei fondi su cui trasferisce con il fotomontaggio o il collage, fotografie, disegni e ritagli d'immagini. L'effetto è straniante e, grazie alla fantasia e all'inventiva dell'autore, la composizione suggerisce significati diversi in una serie continua di rimandi che stimola la percezione.


Giuliana Scimè (Milano 20 Giugno 2000)

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