Non "belli e dannati"; non "brutti sporchi e
cattivi". Diversi? nemmeno, persone.
Strutture umane con risposte analoghe ad esigenze analoghe a quelle
de...i non-diversi. (?)
Anche un diseredato possiede; possiede il contenuto dello shopper
che ha sempre con se', non importa cosa o quanto, se essenziale
o futile, la busta è comunque l'esercizio del possesso,
la "sua" roba. La "roba".
Che dire del prestigio... che sposti battaglioni con cipiglio
militare davanti l'Altare della Patria, diriga il traffico, urli
o gesticoli contro nemici più o meno reali, che passi di
cabina in cabina ossessionato dalla manageriale esigenza del telefono
o guardi col distacco del potente l'inutile corsa di chi altro
non fa che giustificare se stesso, anche il barbone recita un
ruolo. Copiando o creando, che differenza fa?
E poi anche lui si trova a fare i conti con la solitudine, a volte
ha una compagna (chissà se lo fanno strano?), a volte ha
un cane, a volte un amico; altre volte gestisce un invisibile
interlocutore, taciturno, accondiscendente e sempre disponibile:
la sua fetta di virtuale!
Diverso da un non-diverso? Una persona.
La sua realtà dunque non mi interessa, anche per dignitosa
discrezione. (!)
Non mi interessa nemmeno il passato che inevitabilmente ha, ghiottoneria
per cronisti e ranocchie d'acqua santiera, ogni qualvolta ne muore
uno assiderato, bruciato, pestato o semplicemente dimenticato;
vera merce di consumo per sentirsi al sicuro, garantito.
Stavolta sì, stavolta diverso, ma io diverso da lui: io
più buono, io più sano, io più furbo, io
migliore, io sopravvissuto. Lui é il mio alter, amato ed
odiato, ma fondamentalmente temuto e tenuto a debita distanza.
Questo é il vero confine.
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