André Bazin nel dire di un film che "prenda"
o meno utilizzò il paragone della maionese: o riesce o
impazzisce, ed onestamente nessuno sa perché. Probabilmente
la stessa cosa si può dire per una fortografia, o ti prende,
entra e lascia un segno o ti lascia indifferente. Analisi, comparazioni,
richiami e quant'altro, nessuno può dire onestamente perchè,
non esistono formule o ricette; la critica resta critica scriveva
Belazs. Altro è la creazione, cioè forma e materia
e le loro interazioni. Per le immagini di Caponigro, a forma e
materia, aggiungo il suono. Davanti alle sue immagini ritovo quell'emozione
provata solo alle mostre dei "grandi" accompagnata da
percezioni musicali, autonome o il richiamo a suoni e melodie
ascolate. A prescindere dal nome delle opere. |