Elementi di scrittura con la luce
(photo-graphia)
Alcune osservazioni sui fenomeni di ossidoriduzione
indotti dalla luce su alcune sostanze portarono nel secolo scorso all'invenzione
della fotografia. La semplicità e l'immediatezza dei concetti legati
all'evento, assieme alla scelta di sostanze fotosensibili innocue consentono
di replicare quell'iter anche ai bambini.
Gli appunti che seguono costituiscono l'ossatura di una serie di incontri
tenuti in due seconde classi della scuola elementare "Giardinieri" di
Roma; i risultati, riportati più oltre e redatti
dalle stesse classi sono stati lusinghieri, le immagini prodotte sono
a corredo di queste pagine; va detto che le esperienze si sono agganciate
al programma svolto dalle insegnanti: in particolare i bambini possedevano
già il concetto positivo-negativo acquisito mediante la realizzazione
di forme su cartoncini di grammatura pesante. Per esperienza suggerisco
di sviluppare le esperienze almeno su tre incontri sotto forma di gioco
collettivo e di non dare mai nulla per scontato; basteranno piccole
imbeccate e poi saranno i bambini stessi a fare il corso, anzi il problema
maggiore, come gli educatori sanno bene, sarà di non farli galoppare
troppo lontano. In appendice vi è una scheda
pratica in forma ridotta, tratta dal libro di Damiano Bianca "Le
stampe d'arte fotografiche" edito da C. Ciapanna ed. contenente l'elenco
dei materiali occorrenti, i prodotti chimici, la loro preparazione ed
il procedimento. Se l'animatore è totalmente a digiuno di fotografia
è opportuno acquisire sicurezza con un paio di esercitazioni preliminari.
I incontro: la luce
Il primo elemento da chiarire è la fisicità della luce: per i bambini
è indispensabile sperimentare e toccare, sarà compito dell'animatore dimostrare
che la luce è energia, ha un percorso e produce cambiamenti sulle cose.
Si posso realizzare esperienze simili:
- con un cartoncino bianco riflettere la luce solare proveniente da
una finestra verso una zona oscura o oscurata della stanza. Quella
zona si schiarirà perché il bianco riflette la luce. Ripetere l'esperimento
con un cartoncino nero opaco: la zona non si schiarirà perché il nero
assorbe la luce.
- Porre al sole una busta di plastica bianca ed una busta di plastica
nera contenenti acqua. Dopo qualche tempo i bambini costateranno che
l'acqua nella busta nera si è scaldata a differenza dell'altra. La
luce (energia) assorbita dalla busta nera si è trasformata in calore.
Il percorso di apprendimento della classe suggerirà esperienze analoghe.
II incontro: Variazioni indotte dalla luce.
Proiettare delle diapositive raffiguranti un corpo abbronzato, far notare
che il sole scurisce la pelle, se è possibile far notare il segno lasciato
da un costume, una maglietta, un paio di occhiali, il cinturino dell'orologio
ecc. Una mela diventa rossa dove è illuminata, mentre la parte in ombra
resta verde; produrre esempi analoghi con il materiale disponibile: La
luce è in grado di far cambiare colore ad alcune sostanze.
Il disegno sul nastro adesivo ha lasciato l'impronta sulla buccia della
mela durante la maturazione. Questo tipo di stampa richiede almeno un
mese di esposizione!
Sfruttare il cono di luce del proiettore per realizzare
ombre cinesi; la luce passa o non passa, creando ombre: far notare la
proprietà dei corpi di essere opachi, trasparenti o semitrasparenti. Utilizzare
carte di caramelle, oggetti di plastica traslucidi ecc. Le ombre proiettate
dagli oggetti sul quadro luminoso vengono paragonate alle forme prodotte
dai bambini sui cartoni; il concetto è: la luce passa o non passa.
III incontro: esperienze di scrittura con la luce (fotografia)
(eventualmente da dividere in due per realizzare un quarto incontro
finale)
In un angolo dell'aula al riparo dai raggi UV preparare qualche foglio
di carta con le soluzioni, asciugare i fogli con l'ausilio di un asciugacapelli
e riporli in una busta nera o una scatola. Procedere alla stampa di
oggetti usuali piani e sottili, ad esempio foglie, carte di caramelle
ed in ultimo delle stesse forme prodotte dai bambini con il punteruolo:
in questo caso usare il positivo cioè la forma piena.

Tenere a portata di mano la forma vuota (negativo) da utilizzare in un
secondo momento per confronto. 
Una cosa che si è dimostrata utile e coinvolgente sono dei fogli di acetato
su cui far disegnare i bambini con pennarelli neri a punta larga. I pennarelli
devono essere coprenti, del tipo Lumocolor.

Possiamo suggerire che il nostro foglio di carta è come il telo su cui
abbiamo proiettato le diapositive del secondo incontro, ma dal momento
che lo abbiamo sensibilizzato, sarà poi in grado di "ricordare" l'ombra
che ci proiettiamo sopra. Le stampe ottenute saranno ovviamente il negativo
di quanto utilizzato per stampare: con oggetti semitrasparenti ed un'esposizione
adeguata si otterranno immagini molto ricche, altrimenti si otterranno
solo silhouette.

In una giornata assolata della buona stagione l'esposizione richiederà
dai 15 ai 25 minuti. Se i bambini avranno seguito il procedere dell'esposizione
avranno automaticamente acquisito il concetto che la luce ha scurito
le parti esposte, mentre quelle protette sono rimaste bianche. Ovviamente
il torchietto sarà aperto al riparo dalla luce solare. Usando l'accortezza
di utilizzare carta di bassa grammatura, circa 70 gr., come la carta
per fotocopiatrici, sarà possibile utilizzare la stampa negativa asciutta
come matrice per una seconda stampa con cui recuperare i corretti valori
della realtà ritornando al positivo(fig.10); confrontare con le forme
di cartoncino prodotte dai bimbi, o i fogli di acetato disegnati. N.B.:Utilizzando
una matrice di carta il tempo di esposizione è molto più lungo.
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