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Corso Base di Fotografia
Fare una fotografia è facile come riempire un bicchiere d'acqua: basta metterlo sotto un rubinetto, aprire e chiudere dopo un certo tempo. Non sembra, ma le variabili prese in considerazione per quest'operazione semplicissima sono almeno quattro: il tempo in cui il rubinetto rimane aperto, la pressione dell'acqua, la grandezza del tubo e la capienza del bicchiere; non solo, volendo esser precisi (altrimenti a cosa serve un corso?), il bicchiere ha traboccato o è rimasto mezzo pieno? Nell'esempio l'acqua corrisponde alla luce; il tubo rappresenta l'obiettivo, la pressione dell'acqua corrisponde all'intensità della luce e può essere regolata attraverso il diaframma, una sorta di valvola; il rubinetto sta per l'otturatore, il tempo in cui rimane aperto corrisponde ai tempi di esposizione; infine il bicchiere e la sua grandezza stanno per la pellicola e la relativa sensibilità.
La nota sul traboccante o meno sta per immagini troppo chiare o troppo scure. L'unica differenza fra un problema di idraulica e scattare una fotografia sta nel fatto che nessuno riempie un bicchiere al buio mentre le foto si fanno a ... scatola chiusa, ed il risultato si vede dopo. In realtà la luce si può misurare con un esposimetro, strumento in grado di mettere d'accordo diaframma, otturatore e pellicola: questi oggetti presentano valori standard fra loro relazionati, quindi le valutazioni che si possono fare sono piuttosto esatte. Oggi gli esposimetri delle reflex sono tutti TTL, leggono cioè il valore luce attraverso l'obiettivo e quindi sono influenzati solo dalla scena inquadrata (l'approfondimento è nel cap. VII); i modelli vecchi leggevano attraverso apposite finestrelle poste sul corpo macchina. I valori suggeriti sono visibili all'interno dell'oculare, generalmente in basso o a destra dell'inquadratura: una serie di led o un ago indicano quale coppia tempo di esposizione/diaframma è opportuna in quel momento.
a) Teniamo costanti la pressione dell'acqua e la grandezza del bicchiere,
nella pratica la quantità di luce e la sensibilità della
pellicola: abbiamo in macchina un 100 ISO in una giornata con sole velato;
il campo inquadrato è un panorama e l'esposimetro lavora in condizioni
ottimali.a1) Con un tubo di sezione x dovremo tenere aperto il rubinetto per y tempo.
a2)Con un tubo più grande, ad esempio 2x, il tempo dovrà essere più breve: y/2.
Nella pratica f/5,6 lascia passare il doppio della luce quindi il tempo dovrà essere la metà cioè 1/250. a3) con un tubo più piccolo come f/11 che fa passare la metà della luce, il tempo dovrà essere doppio e terremo aperto l'otturatore per 1/60.
In tutti e tre i casi avremo riempito il bicchiere, cioè i tre fotogrammi avranno ricevuto la stessa quantità di luce e presenteranno, dopo il trattamento standard, le stesse densità.
Da questo punto di vista saranno uguali, solo da questo punto di vista. Le tre coppie tempo-diaframma producono lo stesso valore luce, comunemente chiamato EV (exposition value). Esiste dunque tutta una serie di coppie in grado di dare densità corrette poiché ognuna di loro fa passare la stessa quantità di luce. Al variare di un valore si compenserà con la variazione inversa dell'altro. E' importante trasformare le nozioni teoriche in gestualità, familiarizzando con i comandi e la loro dislocazione. In linea di massima si sarà ottenuta questa serie:
con possibilità in più o in meno secondo il corpo macchina e l' obiettivo posseduti. Ogni volta che si è spostata la ghiera dei tempi o quella dei diaframmi si sarà notato un invito meccanico a fermarsi in quella posizione, una sorta di piccolo scatto: chiamiamolo uno stop. Quando si passa da f/8 a f/5,6 si apre di uno stop, mentre da f/8 a f/11 si chiude di uno stop. Lo stesso per i tempi, da 1/125 a 1/60 si allunga di uno stop e da 1/125 a 1/250 si accorcia di uno stop, ma tra i fotografi è invalso l' uso di dire "aprire" e "chiudere" anche riferendosi ai tempi di scatto. In pratica, per mantenere costante il valore di esposizione (EV), mentre si chiude di uno stop da una parte, dall' altra si apre di uno, o viceversa. Gli stop raddoppiano o dimezzano il valore: 1/125 è la metà di 1/60 ed il doppio di 1/250. Diaframma f/8 fa passare il doppio della luce di f/11 e la metà di f/5,6. b) Cosa succede se, ferme restando pressione dell' acqua e grandezza del bicchiere, lasciamo aperto il rubinetto per un tempo maggiore senza ridurre la grandezza del tubo? Ad esempio allunghiamo di due stop senza chiudere di due: 1/30" f/8
c) Cosa succede se, ferme restando pressione dell' acqua e grandezza del bicchiere, usiamo un tubo più piccolo, ma non compensiamo con un tempo più lungo? Ad esempio:
Ritorniamo alla prima condizione di ripresa ipotizzata: giornata con sole velato; il campo inquadrato è un panorama e l' esposimetro lavora in condizioni ottimali:
Naturalmente la compensazione può essere fatta agendo sui diaframmi o sui tempi. Queste che sembrano solo noiose equivalenze sono invece molto importanti per due motivi:
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