Corso Base di Fotografia

Cap. VI - Il concetto di esposizione (ovvero un problema di idraulica)


Fare una fotografia è facile come riempire un bicchiere d'acqua: basta metterlo sotto un rubinetto, aprire e chiudere dopo un certo tempo. Non sembra, ma le variabili prese in considerazione per quest'operazione semplicissima sono almeno quattro: il tempo in cui il rubinetto rimane aperto, la pressione dell'acqua, la grandezza del tubo e la capienza del bicchiere; non solo, volendo esser precisi (altrimenti a cosa serve un corso?), il bicchiere ha traboccato o è rimasto mezzo pieno? Nell'esempio l'acqua corrisponde alla luce; il tubo rappresenta l'obiettivo, la pressione dell'acqua corrisponde all'intensità della luce e può essere regolata attraverso il diaframma, una sorta di valvola; il rubinetto sta per l'otturatore, il tempo in cui rimane aperto corrisponde ai tempi di esposizione; infine il bicchiere e la sua grandezza stanno per la pellicola e la relativa sensibilità.

= +



=


La nota sul traboccante o meno sta per immagini troppo chiare o troppo scure.
L'unica differenza fra un problema di idraulica e scattare una fotografia sta nel fatto che nessuno riempie un bicchiere al buio mentre le foto si fanno a ... scatola chiusa, ed il risultato si vede dopo. In realtà la luce si può misurare con un esposimetro, strumento in grado di mettere d'accordo diaframma, otturatore e pellicola: questi oggetti presentano valori standard fra loro relazionati, quindi le valutazioni che si possono fare sono piuttosto esatte.
Oggi gli esposimetri delle reflex sono tutti TTL, leggono cioè il valore luce attraverso l'obiettivo e quindi sono influenzati solo dalla scena inquadrata (l'approfondimento è nel cap. VII); i modelli vecchi leggevano attraverso apposite finestrelle poste sul corpo macchina.
I valori suggeriti sono visibili all'interno dell'oculare, generalmente in basso o a destra dell'inquadratura: una serie di led o un ago indicano quale coppia tempo di esposizione/diaframma è opportuna in quel momento.

ndica il momento di far pratica sulla fotocamera, di toccare, muovere, provare: acquisire confidenza. Spostando la ghiera dei tempi e/o quella dei diaframmi l'esposimetro indicherà l'eccesso di luce, l'insufficienza o la giusta quantità.

Segna gli esercizi nei vari capitoli; il suggerimento è di prendere sempre appunti. Facciamo qualche esercizio:

a) Teniamo costanti la pressione dell'acqua e la grandezza del bicchiere, nella pratica la quantità di luce e la sensibilità della pellicola: abbiamo in macchina un 100 ISO in una giornata con sole velato; il campo inquadrato è un panorama e l'esposimetro lavora in condizioni ottimali.

a1) Con un tubo di sezione x dovremo tenere aperto il rubinetto per y tempo.

=


a2)Con un tubo più grande, ad esempio 2x, il tempo dovrà essere più breve: y/2.

=


Nella pratica f/5,6 lascia passare il doppio della luce quindi il tempo dovrà essere la metà cioè 1/250.



a3) con un tubo più piccolo come f/11 che fa passare la metà della luce, il tempo dovrà essere doppio e terremo aperto l'otturatore per 1/60.

=

In tutti e tre i casi avremo riempito il bicchiere, cioè i tre fotogrammi avranno ricevuto la stessa quantità di luce e presenteranno, dopo il trattamento standard, le stesse densità.

=


Da questo punto di vista saranno uguali, solo da questo punto di vista. Le tre coppie tempo-diaframma producono lo stesso valore luce, comunemente chiamato EV (exposition value).
Esiste dunque tutta una serie di coppie in grado di dare densità corrette poiché ognuna di loro fa passare la stessa quantità di luce.

ndica il momento di far pratica sulla fotocamera, di toccare, muovere, provare: acquisire confidenza.Consiglio di prendere la fotocamera e selezionare le combinazioni possibili partendo da f/8 con 1/125.

Al variare di un valore si compenserà con la variazione inversa dell'altro. E' importante trasformare le nozioni teoriche in gestualità, familiarizzando con i comandi e la loro dislocazione.
In linea di massima si sarà ottenuta questa serie:

Tempi ... 1/30 1/60 1/125 1/250 1/500 1/1000 ...
Diaframmi ... 16 11 8 5,6 4 2,8 ...

con possibilità in più o in meno secondo il corpo macchina e l' obiettivo posseduti.

Ogni volta che si è spostata la ghiera dei tempi o quella dei diaframmi si sarà notato un invito meccanico a fermarsi in quella posizione, una sorta di piccolo scatto: chiamiamolo uno stop. Quando si passa da f/8 a f/5,6 si apre di uno stop, mentre da f/8 a f/11 si chiude di uno stop. Lo stesso per i tempi, da 1/125 a 1/60 si allunga di uno stop e da 1/125 a 1/250 si accorcia di uno stop, ma tra i fotografi è invalso l' uso di dire "aprire" e "chiudere" anche riferendosi ai tempi di scatto. In pratica, per mantenere costante il valore di esposizione (EV), mentre si chiude di uno stop da una parte, dall' altra si apre di uno, o viceversa. Gli stop raddoppiano o dimezzano il valore: 1/125 è la metà di 1/60 ed il doppio di 1/250. Diaframma f/8 fa passare il doppio della luce di f/11 e la metà di f/5,6.

b) Cosa succede se, ferme restando pressione dell' acqua e grandezza del bicchiere, lasciamo aperto il rubinetto per un tempo maggiore senza ridurre la grandezza del tubo? Ad esempio allunghiamo di due stop senza chiudere di due: 1/30" f/8

+ =

=

c) Cosa succede se, ferme restando pressione dell' acqua e grandezza del bicchiere, usiamo un tubo più piccolo, ma non compensiamo con un tempo più lungo? Ad esempio:

+ =

=


Richiama l'attenzione, indica un suggerimento o un risvolto importante. Dovrebbe essere chiaro che una certa pellicola deve ricevere una certa quantità di luce, né più né meno. Tempi e diaframmi servono a questo.

Alla ricerca del raggio verde Cosa accade se cambiano le condizioni di illuminazione della scena, cioè la luce che gli oggetti fanno rimbalzare verso la fotocamera? Se la luce è poca dobbiamo aprire e allungare i tempi fino ad ottenere la quantità necessaria. Subito dopo il tramonto può capitare di esporre con 1/30 f/4, poiché la luce presente è scarsa: in idraulica equivale al caso in cui c' è poca acqua, quindi apriremo molto la valvola e saremo costretti a tenerla aperta per un lungo tempo in modo da riempire il bicchiere.

Roma sotto la neve Al contrario su un campo innevato sotto un sole pieno e cielo limpido dovremo contenere in tutti i modi l' enorme quantità di luce, ad esempio 1/250 con f/16. Si pensi alla pupilla degli occhi, sarà piccolissima e sentiremo comunque il bisogno di ridurre l'impatto con la luce con degli occhiali. (In pratica un filtro). Ebbene nel caso del sole velato del tramonto e del campo di neve, il gioco dei tempi e dei diaframmi avrà permesso di far arrivare sempre la stessa quantità di luce sulla pellicola.

d) Occupiamoci ora della grandezza del bicchiere ovvero della sensibilità della pellicola. Richiamando ancora l' idraulica un bicchiere più piccolo indica una pellicola più sensibile, infatti ha bisogno di una minor quantità di acqua-luce per potersi riempire e viceversa.

Richiama l'attenzione, indica un suggerimento o un risvolto importante. Anche per le pellicole si usa il concetto di stop: fra una 50 ISO ed una 100 ISO vi è uno stop di differenza; fra una 100 ed una 200 vi è uno stop; fra una 100 ed una 400 vi sono due stop: il doppio del doppio.

Ritorniamo alla prima condizione di ripresa ipotizzata: giornata con sole velato; il campo inquadrato è un panorama e l' esposimetro lavora in condizioni ottimali:

con una 50 ISO useremo 1/60 f/8
con la 100 ISO abbiamo usato 1/125 f/8 al raddoppiare della sensibilità della pellicola abbiamo dimezzato il tempo
con una 200 ISO useremo 1/250 f/8


Richiama l'attenzione, indica un suggerimento o un risvolto importante. A pellicola più sensibile corrisponde un bicchiere più piccolo, perché è sufficiente una minor quantità di acqua-luce per riempirlo.

Naturalmente la compensazione può essere fatta agendo sui diaframmi o sui tempi.
Queste che sembrano solo noiose equivalenze sono invece molto importanti per due motivi:
  • danno una visione globale del problema esposizione,
  • consentiranno al momento opportuno di operare scelte narrative e creative, infatti immagini equivalenti in termini di densità possono veicolare significati molto diversi.

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