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Corso Base di Fotografia
d - Il diaframma nelle reflex, il simulatore. In
una reflex il diaframma rimane sempre aperto alla massima luminosità
e si chiude al valore impostato solo al momento dello scatto; questa soluzione
tecnica consente di inquadrare più facilmente in condizioni di
scarsa luminosità. Per la fotografia di concerti ad esempio, la
massima luminosità consente una migliore visione e diviene determinante
per focheggiare con precisione; la stessa considerazione vale per la macrofotografia.
In questi casi vedere attraverso un diaframma 1,4 o 2 invece di un 3,5
o 4 èmolto diverso, a prescindere dal valore effettivo con cui
sarà realizzata la ripresa.
e - La profondità di campo Per profondità di campo s'intende la zona ancora nitida prima e dopo il piano su cui si pone il fuoco; da un punto di vista fisico esso non può essere dilatato e se viene messo a fuoco un oggetto posto ad una certa distanza, non può contemporaneamente stare a fuoco anche un oggetto posto ad una distanza diversa.
In pratica invece, l'uso di diaframmi piuttosto stretti consente di vedere
come nitidi oggetti posti su piani diversi e ciò avviene grazie
alle caratteristiche visive dell'occhio. In genere in condizioni di forte
contrasto, nero su bianco o bianco su nero, riusciamo a percepire una
riga sottilissima, spessa appena 0,0006 mm. ad una distanza di circa 25-30
cm. cioè alle normali condizioni di lettura di una pagina stampata.
Se le righe sono due e molto vicine invece si percepirà una sola
riga; per distinguere due punti a questa distanza essi devono essere almeno
di 0,145 mm altrimenti se ne vedrà uno solo Nello schema in alto la lente è focheggiata per il punto blu, quindi quello rosso determina sul piano focale un grosso circolo confuso. Nello schema in basso, chiudendo il diaframma, il punto rosso da vita ad un circolo di confusione tanto piccolo da ingannare l'occhio che lo percepisce come un singolo punto, cioè a fuoco. Pertanto a diaframmi più piccoli corrisponde un incremento della zona percepita come a fuoco davanti e dietro al piano su cui si è realmente focheggiato. Nell'immagine
la ghiera dei diaframmi di un medio tele, un 135 mm: ogni diaframma è
contrassegnato da un colore, riportato come segno in prossimità
della scala metrica della messa a fuoco. Il nostro soggetto è a
5 metri, con il diaframma 32 celeste, la profondità di campo va
da 4 a 7 metri. Se usiamo 22, giallo, la profondità di campo diminuisce,
con f/16 contrassegnato con il rosso la zona utile si riduce ulteriormente
da 4,5 a 6 metri. Con 11 bianco il valore non è riportato per motivi
di spazio a vantaggio dell'8 verde: l'intervallo diviene di poche decine
di centimetri. Per valori ancora più bassi la profondità
di campo si ridurrà a pochi centimetri. Si noti che la zona utile
si estende per 1/3 davanti a ciò che abbiamo messo a fuoco, e per
2/3 dietro. Ad esempio se con un ipotetico obiettivo focheggiamo a 5 metri avremo: Con f/22
Con f/16
Il
controllo della profondità di campo contribuisce alla composizione
dell'immagine poiché consente di evidenziare un piano o di integrarlo
nel complesso della fotografia. Quando si inquadra si decide che cosa
riprendere in altezza ed in larghezza, l'uso del diaframma determina la
terza dimensione.La profondità di campo, è funzione anche dalla lunghezza focale e dalla distanza dal soggetto. Ad esempio con un 50 mm, poni la camera su cavalletto o fa in modo di non cambiare inquadratura, fotografando un oggetto che si sviluppi in profondità come una staccionata che arriva fin sotto l'obiettivo; focheggia a 3 metri ed imposta l'esposizione in modo da usare la massima apertura possibile, scatta un primo fotogramma prendendo appunti; chiudi di due f/stop (ricorda di compensare il valore d'esposizione con i tempi) e scatta nuovamente, poi ancora di due, e ancora di due. A pellicola sviluppata analizza i risultati, appunti alla mano. ![]() ![]() ![]() Fotografa lo stesso soggetto, mantenendo costante il diaframma, ma allontanandoti di un metro, poi ancora di un'altro paio di metri. Ad ogni fotografia occorrerà focheggiare sullo stesso punto del soggetto. ![]() ![]() ![]() Disponendo di diversi obiettivi, fotografa lo stesso soggetto con le diverse lunghezze focali usando l'accortezza di non allontanarti ne di avvicinarti; usa sempre lo stesso diaframma. ![]() ![]()
Nota: se per gli esercizi 2 e 3 hai fotografato lo stesso oggetto dovresti trovare una certa somiglianza nelle due serie d'immagini; le profondità di campo ed il campo stesso potrebbero far credere che esse sono uguali. Conserva questi appunti per quando affronterai il capitolo sui vari obiettivi. Le immagini chiariscono questi concetti in termini visivi, ma consiglio di eseguire degli esercizi con l'obiettivo o gli obiettivi a disposizione: in fotografia è determinante acquisire esperienza visiva per valutare le conseguenze delle scelte operate; solo in questo modo si possono affinare le capacità espressive, è un po' come fare degli esercizi di grammatica, sicuramente noiosi, che consentono però di esprimere compiutamente e correttamente le idee al momento opportuno. Dagli esercizi non ti sarà difficile riconoscere queste regolette: · la profondità di campo raddoppia ogni due f/stop. · se si raddoppia la distanza dal soggetto la profondità di campo quadruplica (profondità di campo proporzionale al quadrato della distanza). · dimezzando la lunghezza focale la profondità di campo aumenta di quattro volte (è inversamente proporzionale al quadrato della lunghezza focale). Su un qualunque obiettivo poni il fuoco su Ovviamente l'escursione varia di diaframma in diaframma ed è tanto maggiore quanto più il diaframma è stretto. ![]() ![]() ![]()
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