Corso Base di Fotografia

Cap. IV - Pag. 2/2 - Il diaframma

d - Il diaframma nelle reflex, il simulatore.

La leva comanda la chiusura del diaframma al valore impostato durante l'esposizioneIn una reflex il diaframma rimane sempre aperto alla massima luminosità e si chiude al valore impostato solo al momento dello scatto; questa soluzione tecnica consente di inquadrare più facilmente in condizioni di scarsa luminosità. Per la fotografia di concerti ad esempio, la massima luminosità consente una migliore visione e diviene determinante per focheggiare con precisione; la stessa considerazione vale per la macrofotografia. In questi casi vedere attraverso un diaframma 1,4 o 2 invece di un 3,5 o 4 èmolto diverso, a prescindere dal valore effettivo con cui sarà realizzata la ripresa.

Corrispondenza sul corpo macchina

Un apposito congegno chiamato simulatore del diaframma s'incarica della chiusura al momento giusto e fa riaprire l'iride dopo l'esposizione; a seconda della casa costruttrice altri sistemi comunicano all'esposimetro quale diaframma è stato impostato per suggerire il tempo adatto. Nelle telemetro ovviamente non vi èbisogno del simulatore. I vecchi modelli di reflex non possedevano tale accorgimento e realizzavano la lettura della luce stop-down, in pratica per ottenere una valutazione corretta, il diaframma doveva essere effettivamente chiuso.

Indica il momento di far pratica sulla fotocamera, di toccare, muovere, provare: acquisire confidenza.Per vedere l'effetto della chiusura del diaframma direttamente nell'oculare, alcune camere prevedono un pulsante che lo stringe al valore impostato.


e - La profondità di campo

Per profondità di campo s'intende la zona ancora nitida prima e dopo il piano su cui si pone il fuoco; da un punto di vista fisico esso non può essere dilatato e se viene messo a fuoco un oggetto posto ad una certa distanza, non può contemporaneamente stare a fuoco anche un oggetto posto ad una distanza diversa. I due oggetti hanno distanze diversa dalla lente, se mettiamo a fuoco il fiammifero la candela sarà sfocata e viceversa In pratica invece, l'uso di diaframmi piuttosto stretti consente di vedere come nitidi oggetti posti su piani diversi e ciò avviene grazie alle caratteristiche visive dell'occhio. In genere in condizioni di forte contrasto, nero su bianco o bianco su nero, riusciamo a percepire una riga sottilissima, spessa appena 0,0006 mm. ad una distanza di circa 25-30 cm. cioè alle normali condizioni di lettura di una pagina stampata. Se le righe sono due e molto vicine invece si percepirà una sola riga; per distinguere due punti a questa distanza essi devono essere almeno di 0,145 mm altrimenti se ne vedrà uno solo . Grazie a quest'opportuna imperfezione alcuni dettagli che da un punto di vista ottico non possono essere a fuoco, risultano invece come nitidi, ed in questo caso rientrano in quello che viene definito il circolo di confusione; semplicemente l'occhio non è tanto preciso da poter vedere la sfocatura. Il gioco dei diaframmi consente di regolare la grandezza di questi punti prima e dopo il piano di messa a fuoco, vediamo come.

Diaframma completamente aperto
Aumento della profondità di fuoco con la chiusura del diaframma


Nello schema in alto la lente è focheggiata per il punto blu, quindi quello rosso determina sul piano focale un grosso circolo confuso. Nello schema in basso, chiudendo il diaframma, il punto rosso da vita ad un circolo di confusione tanto piccolo da ingannare l'occhio che lo percepisce come un singolo punto, cioè a fuoco. Pertanto a diaframmi più piccoli corrisponde un incremento della zona percepita come a fuoco davanti e dietro al piano su cui si è realmente focheggiato.

Diaframma aperto Diaframma medio Diaframma chiuso

Indica il momento di far pratica sulla fotocamera, di toccare, muovere, provare: acquisire confidenza.Per controllare la profondità di campo sugli obiettivi vengono solitamente riportate delle scale molto utili al momento della ripresa.

Tacche per valutare la profondità di campo. La legenda è costituita dalla corrispondenza dei coloriNell'immagine la ghiera dei diaframmi di un medio tele, un 135 mm: ogni diaframma è contrassegnato da un colore, riportato come segno in prossimità della scala metrica della messa a fuoco. Il nostro soggetto è a 5 metri, con il diaframma 32 celeste, la profondità di campo va da 4 a 7 metri. Se usiamo 22, giallo, la profondità di campo diminuisce, con f/16 contrassegnato con il rosso la zona utile si riduce ulteriormente da 4,5 a 6 metri. Con 11 bianco il valore non è riportato per motivi di spazio a vantaggio dell'8 verde: l'intervallo diviene di poche decine di centimetri. Per valori ancora più bassi la profondità di campo si ridurrà a pochi centimetri. Si noti che la zona utile si estende per 1/3 davanti a ciò che abbiamo messo a fuoco, e per 2/3 dietro.
Ad esempio se con un ipotetico obiettivo focheggiamo a 5 metri avremo:

Con f/22


Con f/16


Per isolare il volto del bambino dallo sfondo é bastato usare un diaframma molto apertoIl controllo della profondità di campo contribuisce alla composizione dell'immagine poiché consente di evidenziare un piano o di integrarlo nel complesso della fotografia. Quando si inquadra si decide che cosa riprendere in altezza ed in larghezza, l'uso del diaframma determina la terza dimensione.

La profondità di campo, è funzione anche dalla lunghezza focale e dalla distanza dal soggetto.

Segna gli esercizi nei vari capitoli; il suggerimento è di prendere sempre appunti.Esercizio 1: Fuoco fisso e diaframmi diversi.


Ad esempio con un 50 mm, poni la camera su cavalletto o fa in modo di non cambiare inquadratura, fotografando un oggetto che si sviluppi in profondità come una staccionata che arriva fin sotto l'obiettivo; focheggia a 3 metri ed imposta l'esposizione in modo da usare la massima apertura possibile, scatta un primo fotogramma prendendo appunti; chiudi di due f/stop (ricorda di compensare il valore d'esposizione con i tempi) e scatta nuovamente, poi ancora di due, e ancora di due. A pellicola sviluppata analizza i risultati, appunti alla mano.


Diaframma 2,8Diaframma 5,6Diaframma 11

Segna gli esercizi nei vari capitoli; il suggerimento è di prendere sempre appunti.Esercizio 2: Diaframma fisso e distanza diversa.


Fotografa lo stesso soggetto, mantenendo costante il diaframma, ma allontanandoti di un metro, poi ancora di un'altro paio di metri. Ad ogni fotografia occorrerà focheggiare sullo stesso punto del soggetto.

1 metro2 metri4 metri

Segna gli esercizi nei vari capitoli; il suggerimento è di prendere sempre appunti.Esercizio 3: Diaframma fisso, distanza fissa, lunghezza focale diversa.

Disponendo di diversi obiettivi, fotografa lo stesso soggetto con le diverse lunghezze focali usando l'accortezza di non allontanarti ne di avvicinarti; usa sempre lo stesso diaframma.

135 mm50 mm28 mm

Nota: se per gli esercizi 2 e 3 hai fotografato lo stesso oggetto dovresti trovare una certa somiglianza nelle due serie d'immagini; le profondità di campo ed il campo stesso potrebbero far credere che esse sono uguali. Conserva questi appunti per quando affronterai il capitolo sui vari obiettivi.
Le immagini chiariscono questi concetti in termini visivi, ma consiglio di eseguire degli esercizi con l'obiettivo o gli obiettivi a disposizione: in fotografia è determinante acquisire esperienza visiva per valutare le conseguenze delle scelte operate; solo in questo modo si possono affinare le capacità espressive, è un po' come fare degli esercizi di grammatica, sicuramente noiosi, che consentono però di esprimere compiutamente e correttamente le idee al momento opportuno.

Dagli esercizi non ti sarà difficile riconoscere queste regolette:

· la profondità di campo raddoppia ogni due f/stop.

· se si raddoppia la distanza dal soggetto la profondità di campo quadruplica (profondità di campo proporzionale al quadrato della distanza).

· dimezzando la lunghezza focale la profondità di campo aumenta di quattro volte (è inversamente proporzionale al quadrato della lunghezza focale).

Indica il momento di far pratica sulla fotocamera, di toccare, muovere, provare: acquisire confidenza.Un accorgimento usato spesso per ottenere la massima profondità di campo è di focheggiare sull'iperfocale.

Su un qualunque obiettivo poni il fuoco su (foto1), con l'obiettivo raffigurato, la profondità di campo per il diaframma 22 va da 15 metri circa ad ;

Foto 1

Foto 2

ora porta il segno di in corrispondenza del riferimento 22 dalla parte opposta e otterrai l'escursione massima di profondità di campo con f22 che in questo secondo caso va da 7 metri a (foto2).
Ovviamente l'escursione varia di diaframma in diaframma ed è tanto maggiore quanto più il diaframma è stretto.


Fuoco sul primo pianoFuoco sull'infinitoL'iperfocale ha permesso il panfocus, tutto a fuoco


www.internetcamera.it
Progettato per Internet Explorer 4.0 o versioni successive ad una risoluzione di 800x600