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Corso Base di Fotografia
a - Com'è fatto Il diaframma sostanzialmente è un foro a diametro variabile posto all'interno degli obiettivi ed una delle sue funzioni è di regolare la luminosità (lux) dell'immagine che si forma sul piano focale; insieme ai tempi di scatto determina la quantità totale della luce che raggiunge la pellicola (luminosità x tempo). L' altra funzione importantissima è quella di determinare la profondità di campo. I primi diaframmi erano costituiti da una serie di fori su lastrine che di volta in volta venivano infilate all'interno dell'obiettivo.
Oggi il diaframma è sempre posto all'interno dell'obiettivo ed in genere è costituito da un insieme di lamelle mobili in grado di fornire fori poligonali di diversa grandezza: le lamelle sono incernierate ad un'estremità mentre l'altra è in grado di muoversi, comandata da una ghiera. Tale sistema è definito diaframma ad iride.
Questo
vecchio diaframma ben si presta a mostrare il principio del diaframma
ad iride e le soluzioni costruttive. Anche i diaframmi degli obiettivi
moderni sono costruiti nello stesso modo, generalmente con un numero minore
(sigh!) di lamelle.
Alcuni diaframmi elementari, in genere utilizzati sulle compatte sono composti di due sole lamelle in grado di fornire aperture romboidali.
Nota che l'obiettivo, a parità di valore impostato, mostrerà un immagine del diaframma maggiore o minore se traguardato dalla lente frontale o posteriore. Le due immagini vengono definite pupilla d'entrata e pupilla d'uscita dell'obiettivo. Se la loro grandezza appare uguale, l'obiettivo è un normale e la sua costruzione èsimmetrica, cioè il gruppo di lenti poste davanti al diaframma è simmetrico rispetto a quello posteriore. Il diaframma ideale in effetti è posto nel piano nodale dell'obiettivo. Le cose cambiano nel caso dei tele in cui la pupilla di uscita (dal retro) appare più piccola della pupilla d'entrata (diaframma visto frontalmente), e dei grandangolari nei quali accade il contrario come nel 20mm qui sotto.
La posizione del diaframma determina problemi la cui conoscenza non è
strettamente necessaria in un corso base, è preferibile dunque
concentrarsi sulla sua funzione fondamentale che come abbiamo detto è
la regolazione del flusso luminoso e su un risvolto forse altrettanto
importante, cioè il controllo della profondità di campo.b - La luminosità e la progressione dei diaframmi Va da sé che un diaframma grande lascia passare più luce di uno piccolo e viceversa, ma la luminosità dell'immagine che si forma sul piano focale dipende anche dalla lunghezza focale, occorre dunque mettere in relazione le due variabili attraverso un rapporto.
Da un punto di vista matematico bisognerebbe dividere il diametro del foro per la lunghezza focale , ma per comodità d'uso, si usa l'inverso:
Facciamo qualche esempio; la luminosità di un obiettivo, corrisponde al diaframma più largo: un obiettivo lungo 50 mm. con un'apertura di 25 mm ha una luminosità relativa di f/2, infatti:
Prendiamo in esame una progressione di diaframmi:
Gli esperti in giochi avranno notato che ogni due numeri il valore raddoppia, mentre i matematici sosterranno che si tratta di una semplice progressione con base 1,41 cioè
Matematicamente il raggio (e anche il diametro) di f/2 è il doppio lineare di f/4 ma lascia passare il quadruplo della luce perchè la sua area e quadrupla, il doppio del doppio. Per raddoppiare i valori di luminosità occorre quindi usare una progressione lineare con base
c - Note tecniche Nella
pratica, soprattutto con le focali corte, si possono rilevare dei difetti
di resa con i diaframmi molto piccoli, da 22 a 64 ottenendo immagini più
scure di quanto ci si aspetti, accompagnate spesso da un'evidente caduta
di luce ai bordi del fotogramma. Per quanto riguarda il primo inconveniente,
senza ricorrere ad una costosa taratura dei diaframmi, la pratica e qualche
appunto suggeriranno di quanto compensare l'esposizione, mentre la caduta
ai bordi è dovuta al fatto che la periferia del fotogramma vede
il diaframma obliquamente, come se la superficie fosse minore.Il diaframma in alcuni casi è in grado di correggere eventuali difetti e/o aberrazioni delle lenti; generalmente gli obiettivi producono i migliori risultati con i valori centrali: ad esempio se l'escursione è ......2 - 2,8 - 4 - 5,6 - 8 - 11 - 16 la resa ottimale si ha con ............................4 - 5.6 - 8.
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