Corso Base di Fotografia

Cap. II - Pag. 3/3 - La trappola per i topi


d - La telemetro

La reflex in pratica è una telemetro cui sono stati aggiunti lo specchietto ed il pentaprisma, e questo è vero anche storicamente (Vedi cronologia in "Storica"). Le soluzioni adottate, hanno richiesto dei compromessi e ancora oggi non pochi fotografi preferiscono ricorrere al sistema a telemetro, soprattutto per determinate riprese.
Molti appassionati e collezionisti preferiscono la telemetro.
Per lungo tempo le Leica serie M sono state le uniche a battagliare con le agguerrite reflex, e solo da pochi anni il mercato ha visto la comparsa di interessanti modelli di altre case tra cui la Contax.

Le telemetro non hanno pentaprisma Assenza dello specchio

Il corpo della fotocamera è  molto compattoL'esploso di una vecchia Leica M3 vista dal retro e dal basso evidenzia come le parti fondamentali siano le stesse di una reflex: ottica intercambiabile, camera obscura, otturatore a tendina, dorso con pressapellicola, leva di avanzamento della pellicola che arma contemporaneamente anche l'otturatore.
In questa immagine l'otturatore è aperto grazie all'uso di una scatto flessibile bloccato, infatti l'orologeria di questo modello, esclusivamente meccanico, oltre ai vari tempi di scatto prevede solo la posa B.

Vista dall'altoLa ghiera dei tempi è posta anche per le telemetro sul castello dell'apparecchio. La leva di carica è fra la ghiera e l'indicatore dei fotogrammi scattati.
Il sistema di inquadratura e controllo della messa a fuoco risulta dunque essere la differenza fondamentale fra i due sistemi: qui la visione attraverso una finestrella viene integrata dall'immagine leggermente colorata proveniente da una seconda finestra, riflessa da un prisma mobile e sovrapposta mediante uno specchio semitrasparente; il sistema collegato al movimento dell'obiettivo fa sì che le due immagini si sovrappongano perfettamente solo quando la messa a fuoco è corretta.

In realtà anche le telemetro dispongono di un prisma ed uno specchio, ma risultano fermi al momento dell'esposizione 1 - Mirino e vetrino semi-trasparente
2 - Prisma mobile accoppiato al sistema di fuoco degli obiettivi
3 - Asse del mirino
4 - Asse del telemetro



e - Reflex o telemetro?

Visti i componenti e le funzionalità essenziali del sistema reflex e di quello a telemetro possiamo affrontare un parallelo: il confronto consente di anticipare difficoltà e inconvenienti che s'incontreranno nella pratica fotografica. A volte, ho assistito a dispute lancia in resta circa la presunta superiorità di un sistema sull'altro; a mio avviso la loro destinazione d'uso non è equivalente, quindi la diatriba lascia il tempo che trova: reflex e telemetro identificano piuttosto due modi diversi di intendere la fotografia e questo è piuttosto il motivo di certe discussioni. Venendo al confronto, la differenza fondamentale da cui derivano una serie di peculiarità è appunto lo specchietto: questo consente nella reflex di vedere attraverso l'obiettivo utilizzato in quel momento, ciò significa una grande precisione nel comporre l'inquadratura, almeno nella maggior parte dei modelli: sul vetrino smerigliato si può osservare quasi tutta l'immagine che finirà sul fotogramma, generalmente un valore attorno al 95%, e solo i modelli di punta delle varie case consentono l'osservazione del 100%. Lo scarto è irrisorio, soprattutto se si considera che proprio quella parte di fotogramma non vista, sarà esclusa in sede di stampa per motivi tecnici, e nel caso delle diapositive, sarà coperta dal telaietto. La visione del 100% dunque è indispensabile solo a professionisti particolarmente attenti o nel caso di impieghi specialistici.
Bisogna anche considerare che le diverse lunghezze focali, ed i filtri, producono effetti direttamente valutabili sul vetrino smerigliato, così come la profondità di campo generata dal diaframma impostato (almeno su quei corpi macchina che prevedono il relativo comando); tutto ciò non è visibile con le telemetro.

Errore di parallasse del telemetro Anche nei casi della macrofotografia e dell'applicazione di corpi macchina a microscopi e telescopi il sistema reflex offre innegabili vantaggi su quello a telemetro, la cui visione "a traguardo" attraverso una finestrella richiede una certa esperienza per previsualizzare quale sarà l'effettivo risultato delle scelte operate. Tra l'altro, il fatto che l'asse della finestra di traguardo sia spostato rispetto a quello dell'obiettivo, può determinare un errore di inquadratura, detto errore di parallasse, nelle riprese ravvicinate. Anche se l'inconveniente è corretto da cornici luminose che si spostano nel mirino man mano che si mette a fuoco sempre più vicino, rimane un errore di prospettiva: l'occhio del fotografo non vede esattamente quello che vede l'obiettivo.

Tali cornici luminose variano di grandezza con le ottiche impiegate, generalmente per gli obiettivi 35 mm, 50, 90 e 135, per indicare quale parte di ciò che si vede dalla finestra finirà sul fotogramma; con focali più lunghe l'area selezionata sarebbe troppo piccola per essere di ausilio, mentre con obiettivi più corti il campo è più largo di quello fornito dalla finestra. In questo caso esistono mirini aggiuntivi da montare sulla fotocamera.

Movimento dello specchio nella reflexFin qui i vantaggi offerti dallo specchio; al momento dello scatto esso viene spinto verso l'alto, proprio un attimo prima dell'apertura delle tendine. Tale movimento produce nel corpo macchina uno sciame di vibrazioni che possono compromettere la qualità dell' immagine; il fatto risulta particolarmente evidente con i tempi di esposizione medi e lunghi. In alcuni casi il "clac" dello specchio risulta fastidioso, si pensi a riprese eseguite su set musicali o cerimonie, e comunque in tutte quelle situazioni in cui la discrezione non guasta. Alcune reflex consentono il blocco dello specchio, ma in questo caso e indispensabile l'uso del cavalletto poiché il blocco determina un black-out. Anche nel caso in cui si insegue un soggetto in movimento il black-out imposto dall'esposizione risulta fastidioso. L'assenza dello specchio costituisce dunque un vantaggio in determinati tipi di riprese.

Nella reflex gli obiettivi subiscono una serie di compromessi: il problema maggiore si riscontra con grandangolari molto aperti, che non potendo rientrare nel corpo macchina per la presenza dello specchio necessitano di una progettazione specifica: è il caso dei retrofocus. La presenza del simulatore del diaframma può essere considerata un'ulteriore complicazione costruttiva, senza considerare che il più delle volte l'effettiva chiusura al valore impostato è approssimativa: questi inconvenienti non esistono nel sistema a telemetro i cui obiettivi risultano più leggeri e certamente più precisi, con una maggior replicabilità dei risultati.

In linea di massima possiamo dire che le reflex sono più versatili, più facilmente accessoriabili, più facili e più veloci da usare mentre le telemetro risultano più precise, essenziali e per tradizione anche più curate nei dettagli costruttivi. Va anche detto che una buona reflex non è necessariamente costosa, ma una buona telemetro si.


f - Le medie formato

Difficilmente chi frequenta un corso base possiede o utilizza un banco ottico (fotocamera interamente modulare i cui elementi sono mobili) né una medio formato, ma per esigenze di completezza è opportuno prendere in considerazione quest'ultima tipologia anche se brevemente.

A sinistra una 6X6, a destra una 6X7

Il loro nome deriva dalla pellicola utilizzata, la cui grandezza è a metà strada fra quelle destinate al banco ottico (10x12 , 13x18 e 20x25 cm) e la consueta pellicola perforata per le 24x36. Producono fotogrammi che variano da 4,5x6 cm., a 6x6, a 6x7 ed utilizzano pellicola in rullo chiamata abitualmente 120.

Spaccato di una HasselbladLa più nota fra queste fotocamere èla Hasselblad, se non altro perché un esemplare rivisto e adattato fu lasciato da Edwin Aldrin sulla Luna. Esistono modelli reflex ed a telemetro. Nelle reflex l'immagine viene osservata direttamente sul vetro smerigliato, per questo apparirà invertita specularmente, cioè destra-sinistra. Rispetto alla reflex 35 mm. che conosciamo già, manca il pentaprisma, in questo caso applicabile come accessorio: per il resto una camera obscura dotata di un obiettivo ed un vano alloggiamento per la pellicola sul lato opposto.

Corredo base di una fotocamera reflex medioformato Da notare che queste camere, decisamente professionali non solo per il costo, generalmente dispongono di due otturatori: quello vero e proprio che determina l'esposizione posto all'interno degli obiettivi detto otturatore centrale, ed uno a tendina, posto sul piano focale per consentire di cambiare le ottiche senza far prendere luce alla pellicola.


Esploso di un magazzino portapellicolaLa pellicola non viene montata direttamente sul corpo ma in appositi magazzini intercambiabili che consentono di passare agevolmente da una pellicola all'altra durante la stessa seduta di lavoro: dal b&n al colore, dal negativo alle diapositive o semplicemente di disporre di uno o più magazzini sempre pronti, senza doversi fermare per ricaricare l'apparecchio.

Con questo tipo di fotocamera si può agevolmente passare da una pellicola all'altra anche a metà rullo



Notevole la possibilità di montare dorsi Polaroid che consentono di realizzare test di ripresa per valutare la composizione, l'esposizione, il bilanciamento delle luci ecc. Verificata la bontà dello scatto basta sostituire il dorso polaroid con un magazzino pellicola ed eseguire la ripresa vera e propria.

Dorso Polaroid per la verifica dei parametri di ripresa



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