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Corso Base di Fotografia
d - La telemetro La reflex in pratica è una telemetro cui sono stati aggiunti lo specchietto ed il pentaprisma, e questo è vero anche storicamente (Vedi cronologia in "Storica"). Le soluzioni adottate, hanno richiesto dei compromessi e ancora oggi non pochi fotografi preferiscono ricorrere al sistema a telemetro, soprattutto per determinate riprese. Molti appassionati e collezionisti preferiscono la telemetro. Per lungo tempo le Leica serie M sono state le uniche a battagliare con le agguerrite reflex, e solo da pochi anni il mercato ha visto la comparsa di interessanti modelli di altre case tra cui la Contax.
L'esploso
di una vecchia Leica M3 vista dal retro e dal basso evidenzia come le
parti fondamentali siano le stesse di una reflex: ottica intercambiabile,
camera obscura, otturatore a tendina, dorso con pressapellicola, leva
di avanzamento della pellicola che arma contemporaneamente anche l'otturatore.In questa immagine l'otturatore è aperto grazie all'uso di una scatto flessibile bloccato, infatti l'orologeria di questo modello, esclusivamente meccanico, oltre ai vari tempi di scatto prevede solo la posa B. La
ghiera dei tempi è posta anche per le telemetro sul castello dell'apparecchio.
La leva di carica è fra la ghiera e l'indicatore dei fotogrammi
scattati.Il sistema di inquadratura e controllo della messa a fuoco risulta dunque essere la differenza fondamentale fra i due sistemi: qui la visione attraverso una finestrella viene integrata dall'immagine leggermente colorata proveniente da una seconda finestra, riflessa da un prisma mobile e sovrapposta mediante uno specchio semitrasparente; il sistema collegato al movimento dell'obiettivo fa sì che le due immagini si sovrappongano perfettamente solo quando la messa a fuoco è corretta.
e - Reflex o telemetro? Visti i componenti e le funzionalità essenziali del sistema reflex e di quello a telemetro possiamo affrontare un parallelo: il confronto consente di anticipare difficoltà e inconvenienti che s'incontreranno nella pratica fotografica. A volte, ho assistito a dispute lancia in resta circa la presunta superiorità di un sistema sull'altro; a mio avviso la loro destinazione d'uso non è equivalente, quindi la diatriba lascia il tempo che trova: reflex e telemetro identificano piuttosto due modi diversi di intendere la fotografia e questo è piuttosto il motivo di certe discussioni. Venendo al confronto, la differenza fondamentale da cui derivano una serie di peculiarità è appunto lo specchietto: questo consente nella reflex di vedere attraverso l'obiettivo utilizzato in quel momento, ciò significa una grande precisione nel comporre l'inquadratura, almeno nella maggior parte dei modelli: sul vetrino smerigliato si può osservare quasi tutta l'immagine che finirà sul fotogramma, generalmente un valore attorno al 95%, e solo i modelli di punta delle varie case consentono l'osservazione del 100%. Lo scarto è irrisorio, soprattutto se si considera che proprio quella parte di fotogramma non vista, sarà esclusa in sede di stampa per motivi tecnici, e nel caso delle diapositive, sarà coperta dal telaietto. La visione del 100% dunque è indispensabile solo a professionisti particolarmente attenti o nel caso di impieghi specialistici. Bisogna anche considerare che le diverse lunghezze focali, ed i filtri, producono effetti direttamente valutabili sul vetrino smerigliato, così come la profondità di campo generata dal diaframma impostato (almeno su quei corpi macchina che prevedono il relativo comando); tutto ciò non è visibile con le telemetro.
In linea di massima possiamo dire che le reflex sono più versatili, più facilmente accessoriabili, più facili e più veloci da usare mentre le telemetro risultano più precise, essenziali e per tradizione anche più curate nei dettagli costruttivi. Va anche detto che una buona reflex non è necessariamente costosa, ma una buona telemetro si. f - Le medie formato Difficilmente chi frequenta un corso base possiede o utilizza un banco ottico (fotocamera interamente modulare i cui elementi sono mobili) né una medio formato, ma per esigenze di completezza è opportuno prendere in considerazione quest'ultima tipologia anche se brevemente.
La
più nota fra queste fotocamere èla Hasselblad, se non altro
perché un esemplare rivisto e adattato fu lasciato da Edwin Aldrin
sulla Luna. Esistono modelli reflex ed a telemetro. Nelle reflex l'immagine
viene osservata direttamente sul vetro smerigliato, per questo apparirà
invertita specularmente, cioè destra-sinistra. Rispetto alla reflex
35 mm. che conosciamo già, manca il pentaprisma, in questo caso
applicabile come accessorio: per il resto una camera obscura dotata di
un obiettivo ed un vano alloggiamento per la pellicola sul lato opposto. Da
notare che queste camere, decisamente professionali non solo per il costo,
generalmente dispongono di due otturatori: quello vero e proprio che determina
l'esposizione posto all'interno degli obiettivi detto otturatore centrale,
ed uno a tendina, posto sul piano focale per consentire di cambiare le
ottiche senza far prendere luce alla pellicola. La
pellicola non viene montata direttamente sul corpo ma in appositi magazzini
intercambiabili che consentono di passare agevolmente da una pellicola
all'altra durante la stessa seduta di lavoro: dal b&n al colore, dal negativo
alle diapositive o semplicemente di disporre di uno o più magazzini
sempre pronti, senza doversi fermare per ricaricare l'apparecchio.
Notevole la possibilità di montare dorsi Polaroid che consentono di realizzare test di ripresa per valutare la composizione, l'esposizione, il bilanciamento delle luci ecc. Verificata la bontà dello scatto basta sostituire il dorso polaroid con un magazzino pellicola ed eseguire la ripresa vera e propria.
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