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Sviluppi alla pirocatechina
di damiano bianca La colorazione impartita dalla pirocatechina è definibile come
nero-oliva, tendente al marroncino, e questo rende tali sviluppi molto
interessanti anche per la produzione di negativi che verranno stampati
con carte a contrasto variabile. Sviluppo in due bagni Una formulazione in due bagni presa dal fotoricettario del Ghedina prevede:
Il trattamento prevede l’immersione del film nel primo bagno
per 3 o 4 minuti; il tempo è semplicemente necessario a far assorbire
la soluzione dalla gelatina poiché in assenza di alcali non vi
è attività di ossido-riduzione. La formulazione è semplice e direi anche la gestione risulta
economica visti i soli 3 grammi/litro di sostanza, ma francamente non
sono in grado di dire per quanto tempo la soluzione di riserva si conservi
e quante volte si possa riutilizzare prima di avere una flessione nella
resa, sicuramente ben oltre le classiche 10 pellicole 120 per litro
(o superfici equivalenti).
La foto del simpatico e indimenticato amico fu scattata con una T-max
con indice di esposizione 160 ISO, un solo flash laterale con ombrello,
trattata per 4’ a 20° in soluzione A (con 5 gr. di sodio solfito)
e 4’ in soluzione B. Bagno d’arresto, fissaggio acido e
hypo clearing.
Il fotogramma potrebbe apparire sottosviluppato (non sottoesposto poiché la tenda nera di fondo era in zona I e ½ e stacca sulla spalla della giacca nera all’ombra del braccio)
, mentre fornisce ottimi valori in zona VIII e IX sulla camicia
Per contro si può notare un velo di fondo piuttosto consistente ( se paragonato allo 0.05 della base della scala stouffer) dovuto anche alla totale assenza nella formula di potassio bromuro o benzotriazolo. Insieme a questo inconveniente va considerato quello non recondito della possibilità di formazione di macchie durante il trattamento. La formula compensatrice Ne “il negativo”, edito in Italia da Zanichelli, Ansel
Adams riporta una ricetta di sviluppo molto nota in passato, con altissime
doti di compensazione, in grado di restituire fino a 10 zone ed oltre:
Soluzione d’uso, da miscelare subito prima: 20 parti di A + 50 parti di B + 500 parti di acqua con tempi di sviluppo attorno ai 10 – 15 minuti e perdita di mezzo diaframma nei valori in ombra. La stessa riportata da Clay Harmon nel sito unblinkingeye viene data come in grado di restituire 14 zone se si impone la perdita di 1 stop di sensibilità. Il Ghedina suggerisce con questa i seguenti utilizzi: - 12 di A + 7 di B + 500 di acqua per 12 – 16 minuti. Grande definizione e grana fine. - 20 di A + 5 di B + 500 di acqua per 12 – 16 minuti che possono essere spinti fino a 30 per negativi sottoesposti. Per pellicole lente e ad alto contrasto. - 20 di A + 15 di B + 500 di acqua per 10 – 12 minuti. Rivelatore universale. “Fornisce ricca abbondanza di particolari nelle ombre e ottima compensazione delle luci estreme”. Non ho avuto modo di testare queste composizioni (riferite probabilmente
ad emulsioni spesse non più in commercio) che riporto non tanto
per gusto letterario, quanto per il fatto che introducono una considerazione
importante sull’uso di questo agente rivelatore: il fattore diluizione
dell’alcali nella soluzione d’uso è più importante
del tempo di trattamento per ottenere grandi compensazioni, soprattutto
con una base forte come la soda caustica. Tale considerazione risulta
comunque verificata con il bagno di sviluppo che segue. Si tratta di una formulazione recente presentata da Sandy King in unblinkingeye
(a cui ovviamente rimando per ogni ulteriore approfondimento), più
semplicemente HD nel testo.
soluzione d’uso per propositi generali
e negativi da stampare con ingranditore soluzione d’uso per grande formato da stampare
a contatto con tecniche antiche (quindi con un indice di contrasto molto
più elevato)
Per chi volesse testare l’HD con la propria attrezzatura può partire da questi valori: diluizione 1+5+100
In entrambi i casi si otterranno negativi con una pulizia ed un’acutanza ragguardevoli, spiccato microcontrasto, un’invidiabile assenza di velo di sviluppo e con grana praticamente assente. Per valutare l’effettiva bontà dell’HD ho confrontato
i trattamenti con uno spezzone della stessa pellicola sviluppato in
Rodinal 1+50 con agitazione iniziale di 30” e 3 inversioni di
tank ogni minuto per 17’ totali a 20°. indice di esposizione
64 ISO.
Si noti nel fotogramma di riferimento scattato con una digitale come la gamma tonale sia piuttosto compressa. Le due stampe 13x18 sono state realizzate su carta a contrasto variabile senza filtro e senza bruciature o maschere.
L’acutanza fornita dall’hd è in grado di rivaleggiare con quella fornita dal Rodinal (p-aminofenolo) come si vede dal dettaglio di una stampa 50x70.
La capacità di compensazione, pur non essendo elevata come negli sviluppi al pirogallolo, è comunque presente, e consente agli amanti delle zone II e III agevoli sovraesposizioni di 1 stop e oltre, senza spostare la zona V più di tanto: in questo caso si può iniziare la definizione del proprio standard con: diluizione 1+5+150
Nel caso di scansioni, la colorazione nero-oliva delle pellicole sviluppate con la pirocatechina può ingannare gli scanner; in questo caso è opportuno ammorbidire il contrasto già in questa fase, oppure realizzare dei file in RGB per controllare visivamente la successiva miscelazione dei tre canali nel passaggio: modalità > scala di grigio (in questi casi il canale del verde presenta l’equilibrio maggiore).
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