Negativi digitali ink-jet
di damiano bianca

La generazione delle curve

Prendiamo in considerazione una tecnica di stampa monocroma ad esempio la stampa bruna o Van Dick (soprattutto con le tecniche antiche di stampa non è il caso di parlare di bianco e nero).
La prima cosa da fare è cercare la densità massima ottenibile con la nostra sensibilizzazione, con la nostra sorgente di luce, con il trasparente che abbiamo adottato, sulla nostra carta.
Si procede con una provinatura esattamente come si fa sotto l'ingranditore con le carte commerciali, scoprendo ad intervalli regolari una parte della superficie sensibilizzata, e si applica (rigidamente) il procedimento standard:

provinatura per la densità massima

Questo test ci fornisce il tempo di esposizione massimo con questo acetato (nel caso 800 unità di tempo) dopo di che non vi è un incremento visibile ad occhio nudo delle densità.
Alcuni autori suggeriscono di adottare come standard un tempo inferiore, dal 10 al 15%, come riserva per interpretazioni in sede di stampa .
Ora stampiamo la scala di grigi proveniente dal nostro sistema digitale (programma, settaggio, driver vari e stampante).
Le matrici che abbiamo stampato prima con la 2100, danno vita alle Van Dick riportate più sotto; la carta è una Cot 320 Berger.
Le scansioni sono state eseguite con tutti i parametri dello scanner azzerati e la superficie scansita conteneva una parte di carta non sensibilizzata ed una parte sensibilizzata mascherata con nastro litografico per
a - valutare il punto di bianco della carta
b - il velo chimico prodotto dal trattamento:

 

A)

negativo con settaggio Astampa proveniente dal negativo tipo A

B)

negativo con settaggio Bstampa proveniente dal negativo B

C)

negativo in scala colore stampa proveniente dal negativo in scala colore

Le tre matrici hanno generato stampe differenti nei massimi e minimi ed una diversa distribuzione delle densità intermedie mentre quello che vorremmo avere è più o meno questo

stampa ideale

Notiamo intanto che tutti e tre i negativi ci consentono una D-max utile ad ottenere bianchi puliti e che ovviamente le stampe presentano lo stesso annerimento massimo (in realtà si tratta di un bruno Van Dick per l'appunto). Adottiamo la stampa ed il negativo più vicini alla nostra intenzione e cerchiamo di ridistribuire i valori nelle nostre case da 0 a 100. In pratica si tratta di trovare quale casella sul negativo ha prodotto una determinata densità sul positivo. Il modo migliore è campionare il quadrato con un densitometro per riflessione, ma con un po' di pazienza si possono ottenere letture probanti anche con uno scanner da tavolo e con l'ausilio dello strumento contagocce in photoshop. Per la lettura è preferibile campionare con l'opzione della pipetta: "media 5x5" ed il file visualizzato al 50%.
Un metodo, suggerito in una mailing-list da Christian Nzé e qui approfondito è quello che segue:
importiamo la scansione della stampa in Photoshop e con lo strumento contagocce attivo posizioniamo la palette info vicino alla scansione;
con Ctrl+M apriamo lo strumento curve;
scorriamo i quadrati chiari con il lettore, nel nostro caso avremo un fondo di 5-6 di densità più o meno costante fino alla casa 9, i valori sono indicati nella palette "info".

Dalla casa 10 le densità cominciano a crescere. Prendiamo appunti per costruire una tabella del tipo

casa 0-9 = 5 (per noi produce 0
casa 19 =10 (considerato il 5 di fondo valutiamo come un 5%)
casa 21 =14 (togliamo ancora una piccola tara di fondo, 2 o 3% quindi consideriamo 11%)
casa 24 =19 (ammettiamo che ormai il fondo non disturbi più la nostra lettura)
continuiamo cercando i valori più vicini ad una scala con 10 di intervallo.
casa 29 =29
casa 32 =38
casa 37 =50
casa 40 =60
casa 49 =69
fermiamoci quando la stampa comincia ad impastare le densità, quei valori purtroppo non ci saranno di ausilio.
Ogni qualvolta rileviamo con il puntatore un valore utile per la nostra tabella usiamo l'accortezza di fare clic con il tasto sin del mouse tenendo premuto Ctrl: un punto andrà ad evidenziarsi sulla retta della finestra curve.
Dopo l'ultima lettura salviamo questa curva sebbene non apporti alcuna modifica, semplicemente perché contiene i riferimenti delle letture registrate, chiamiamola ad esempio letture1.acv
Ora apriamo il file scala dei grigi che ha generato il negativo su acetato, riapriamo la finestra curve e cliccando su carica, scegliamo il file letture1.acv.
-digitando Ctrl+tab si evidenzia il punto 100%. di nuovo Ctrl+tab fino a raggiungere 0%. Nella casella output digitiamo 9 (il nostro 0 sulla stampa era nella casella 9).

per impostare la curva usiamo i valori di in e output

- Ctrl+tab tante volte fino ad arrivare al punto vicino allo 0: avevamo considerato la casa 19 come il 5% dunque digitiamo 5 in input e 19 in output.
- Ctrl+tab tante volte fino ad arrivare al punto vicino e immettiamo 11 di input e 21 di output
- Ctrl+tab tante volte fino ad arrivare al punto vicino e immettiamo 19 di in e 24 di out
..........
continuiamo per tutte le nostre letture.

trasportiamo i valori letti con la pipetta

Progressivamente nasce una curva; se il programma non dovesse accettare un valore suggerendone un altro, accettiamolo proseguendo nel lavoro, forse due punti sono troppo vicini; ci torneremo dopo aver aggiunto altri valori e questa volta accetterà i nostri.
Otterremo una curva simile a quella raffigurata, diamogli una "lisciata" per ridurre spigolosità e renderla armonica, passando di punto in punto con Ctrl+tab e spostando il punto sulla curva con le frecce direzionali sulla tastiera, senza alterarla più di tanto, deve solo divenire più armonica ad esempio...

armonizziamo la curva di correzione

Ricordiamoci di salvare questa curva, è la nostra prima curva per ottenere il negativo ottimale: chiamiamola ad esempio correzione1: fornirà una buona distribuzione dei valori pur non essendo intervenuti nelle ombre che valuteremo successivamente.
Clic su ok.
La nostra scala di grigio è sicuramente diventata bruttina, ctrl+i per invertirla, questo sarà il nostro negativo in prima correzione. Basta stamparlo esattamente come avevamo stampato la nostra prima matrice e procedere ad un’altra stampa van dick.
Ci consentirà di passare

da questo negativo

negativo in flat tipo A

a questo

negativo fornito dalla curva di correzione

cioè da questa stampa

stampa del negativo senza correzioni


a questa

stampa proveniente dal negativo corretto

Saremo molto vicini all'ottimale: in genere uno-due test consentono un buon risultato. Ora che abbiamo intuito come ridistribuire i valori sulla matrice, le ombre dovranno essere corrette forzando la curva fino ad ottenere una curva simile a questa:

come intervenire sulla curva

In pratica basta aprire il cuneo in versione positiva, richiamare l'ultima curva di correzione e su questa spostare i punti corrispondenti alle caselle verso l'alto se si vuole che quella casella della stampa sia più scura o verso il basso se si vuole più chiara. Ricordiamo sempre di salvare le modifiche alla curva con un altro nome o numero progressivo.
Giunti a questo punto credo che solo l’occhio dello stampatore possa suggerire le ultime correzioni con maggior soddisfazione, vuoi perché questo metodo accetta una serie di compromessi, vuoi perché, distribuiti i valori tonali in modo sostanzialmente corretto, una stampa resta un valore soggettivo.
La curva trovata verrà salvata ed applicata all’immagine positiva prima di renderla negativa ed inviarla alla stampante.


segue a pagina 4

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