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Negativi digitali ink-jet
di damiano bianca
Primo approccio
Una volta ottenuta la nostra immagine a monitor (sia essa frutto di una scansione o di un file proveniente da fotocamera digitale) ed apportate le eventuali correzioni (ecco perché un monitor deve essere settato almeno in termini di luminosità e contrasto), vediamo come ottenere un negativo per la tecnica scelta. Immagine>Regolazioni>Inverti A questo punto avremo a monitor un'immagine negativa, e anche se l'occhio la giudicherà eccellente molto difficilmente quel file sarà in grado di dare una stampa corretta con questa o quella tecnica e ciò è dovuto a diversi motivi: intanto una stampa ai colloidi bicromati avrà bisogno un negativo con contrasto più basso di una ai sali ferrici ed anche in questo caso il negativo per una stampa ciano sarà più morbido di quello per una Van Dick.
La scala può essere auto prodotta o scaricata (un'ottima scala è quella suggerita da John Paul Caponigro) l’importante è che i valori vadano effettivamente da 0 a 100% di opacità o se si preferisce da 255 a 0. Si possono usare anche scale semplici con intervalli di densità del10% ma contenenti due valori critici: 5 e 95% (242, 13 per chi preferisce lavorare con i valori 0>255) vale a dire i bianchi più delicati e le ombre profonde.
stampiamo il file con tre diversi metodi: settaggio A) Con una epson 2100 stampando il file “senza tag” nello spazio sorgente e con profilo "come sorgente" nello spazio di stampa
e con proprietà>personalizzate>altre impostazioni>senza regolazione colore
si ottiene
che appare sbilanciato verso le densità massime, mancante in quelle delicate, ma presenta nelle colonne 10 20 30 40 e 50 l'interessantissima colorazione dei negativi sviluppati con gli agenti rivelatori tannanti (pirogallolo e pirocatechina). Immagine>Ruota quadro>Rifletti orizzontale poiché stiamo generando un negativo e la parte inchiostrata sarà a contatto con la sensibilizzazione. Settaggio B) Con calibrazione epson e modo automatico
neutro, ma con densità contenute e mal distribuite. Scala di colore con settaggio B) Si può ottenere una matrice con dominante cromatica trasformando il file in scala di colore (tavole colore), impostando un valore pantone o una determinata sfumatura con il selettore colore (con beneficio di verificare poi come la stampante tradurrà i valori utilizzando i 4, 6 o 7 colori di cui dispone). Questo ultimo tipo di matrici, se il colore è ben calibrato, può fornire stampe molto interessanti, con sfumature delicate ed una granulosità praticamente assente dal momento che il colore nero della stampante entra solo nelle ultime case, generalmente non utilizzate. |
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