Il tocco di Farmer
di damiano bianca

Gli appassionati di camera oscura conoscono sicuramente l'indebolitore di Farmer, bagno a cui si ricorre, propriamente o impropriamente, quando le densità del negativo o della stampa sono scappate di mano; ma forse non tutti sanno che ferricianuro di potassio ed iposolfito consentono a volte "la dernièr touche", quel qualcosa in piú che fa diventare la copia, una stampa. Qui si tratta di una forma di ritocco, poiché si lavora in punta di pennello con interventi molto precisi; non è il tentativo di rimediare ad un errore, ma un ulteriore intervento soggettivo per ricondurre alla propria sensibilità il risultato di un processo chimico-fisico. Gli stampatori del passato ricorrevano frequantemente a questa tecnica di scuola inglese, e tuttora non è disdegnata da molti autori; vediamo da vicino di cosa si tratta.
Il ferrocianuro di potassio, o prussiato rosso, applicato su un sensibile sviluppato e fissato trasforma l'argento metallico (ciò che é nero) in ferrocianuro d'argento, sale che può essere sciolto dall'iposolfito di sodio e asportato dall'acqua di lavaggio: su questo principio é basata l'azione dell'indebolitore di Farmer. Le soluzioni di ferrocianuro di potassio e di iposolfito si conservano bene separate, ma per un brevissimo tempo quando vengono unite (la velocità con cui il bagno diviene inefficace dipende dalla concentrazione relativa delle due sostanze).
La tecnica della schiarita a pennello si applica generalmente su stampe in chiave bassa, molto dense, realizzate con carta morbida o extramorbida, sovraesposte e sviluppate a fondo. Così facendo si otterrà una scala di grigi lunghissima, con ombre profonde, ma con le alte luci chiuse: l'intervento con pennellini sulle zone che presentano questi valori, consente di recuperare gli ultimi grigi e di aprire i bianchi dove si ritiene opportuno.
Le operazioni sono piuttosto semplici, e dopo alcuni tentativi su copie di scarto, si padroneggia sufficentemente questa tecnica, la cui unica difficoltà sta nel non eccedere, pena il segno visibile dell'intervento. Si lavora a copia bagnata, ma raclata; alcuni preferiscono il piano inclinato, altri la copia in piano.
A mio avviso conviene mantenere le due soluzioni separate: con la punta del pennello si applica la soluzione di ferricianuro nel punto desiderato e subito dopo si passa sullo stesso punto un batufolo di cotone imbevuto della soluzione di ipo: il passaggio dell'iposolfito arresta pressoché istantaneamente l'azione del ferricianuro permettendo il controllo fine dell'operazione di schiarimento; si ripete l'operazione fino ad ottenimento del risultato desiderato, o quasi: é bene fermarsi un pò prima, poiché vi é sempre un minimimo di attività residua da parte dei chimici. Di tanto in tanto é bene sciacquare la copia ed anche il pennello per evitare di inquinare le soluzioni.
La concentrazione del ferricianuro per questi interventi deve essere piuttosto bassa; per chi é ai primi tentativi consiglio di non andare oltre i 5 o 10 grammi per litro d'acqua, mentre la soluzione di iposolfito va già bene a 150/200 gr/l. Dopo le operazioni di schiarimento é consigliabile di lavar bene la copia, procedere ad un ulteriore bagno di fissaggio fresco quindi al lavaggio finale.
Il ferricianuro diluito si conserva ottimamente in una bottiglia scura ben tappata.

Indebolitore di Farmer

L'indebolitore di Farmer, che consente di schiarire una copia o un negativo comunque troppo densi, é un bagno composto da iposolfito di sodio e ferricianuro di potassio: ne esistono varie formule che differiscono solo per la concentrazione dei prodotti, e di conseguenza per la rapidità dell'azione. Si prepara diluendo separatamente i prodotti, mescolandoli solo al momento dell'uso. Le due soluzioni, separate, si conservano bene in bottiglie scure ben tappate. Ansel Adams consiglia due soluzioni di riserva:

Soluzione A: 37,5 grammi di ferricianuro in mezzo litro d'acqua
Soluzione B: 480 grammi di iposolfito in due litri d'acqua.

Per l'uso con negativi: prendere 30 cc di A e 120 cc di B da diluire in acqua fino ad ottenere un litro.

Per l'uso con carte: 3 cc di A e 12 cc di B più acqua fino ad ottenere un litro.
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